mercoledì 8 febbraio 2017

Bolkestein: caos bandi, la conferenza Anva-Fiva

L’esclusione dalla Bolkestein del commercio su aree pubbliche è “una richiesta avanzata dal settore fin dal 2009”, e se fosse possibile le imprese ne sarebbero felici. Nel frattempo, però, vogliono certezze.  Anche perché il decreto Milleproroghe, che pure sancisce lo spostamento dell’applicazione della direttiva europea, così com’è  crea il caos e  non dà alcuna garanzia alle imprese esistenti, mettendo a rischio le quasi 200mila attività e gli 530mila lavoratori del settore.
A lanciare la denuncia sono Anva Confesercenti e Fiva Confcommercio, i cui iscritti rappresentano circa il 70% del commercio su area pubblica.  Sotto accusa il provvedimento licenziato alla fine di dicembre dal Governo, che ignora le garanzie per gli operatori che erano state stabilite precedentemente dall’Intesa Stato Regioni. “La proroga al 2018 non prevede le garanzie per le imprese esistenti introdotte dall’intesa del 2012 con la Conferenza Stato Regioni e crea il caos sui bandi delle concessioni, che circa 2500 comuni su 8 mila hanno già avviato”, afferma il presidente di Anva, Maurizio Innocenti.
La richiesta delle associazioni, sintetizza Innocenti, è quindi che “la proroga, a cui non siamo contrari, mantenga l’intesa del 2012”, con le garanzie che dà alle imprese. Quanto poi alla possibilità di escludere gli ambulanti dalla direttiva Bolkestein, che prevede la messa all’asta delle concessioni, osserva, tutte le sigle sindacali sono d’accordo.  Chiarisce Innocenti, “se la politica tutta è d’accordo come dice di essere con l’uscita dalla Bolkestein, noi ne siamo ben felici. Ma va fatta in modo serio, con una legge e certezza di non incappare in un’infrazione europea. Non può avvenire con un ordine del giorno, così è una presa in giro: tra governi, regioni e commissioni sono stati approvati oltre 70 ordini del giorno simili, ma – come è evidente – senza alcun risultato. Si faccia piuttosto un decreto legge che sosterremo senza alcun indugio”

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