lunedì 24 ottobre 2016

Dalle multe stradali all’Iva, ecco come funziona la rottamazione delle cartelle Equitalia

Arriva il decreto fiscale: tre mesi per aderire alla rottamazione, quattro rate per pagare

Rottamazione delle cartelle Equitalia al via. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella firma il decreto fiscale che contiene, tra i vari interventi, anche l’annunciata ‘dismissione’ di Equitalia con annessa possibilità per i contribuenti di arrivare ad una definizione agevolata delle cartelle già arrivate: sostanzialmente sarà possibile pagare le cartelle ricevute sulle imposte e sui contributi cancellando le sanzioni e gli interessi di mora.

Rottamazione anche per Iva e multe stradali

La norma riguarda tutti i ruoli relativi agli anni 2000-2015 (Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali, multe e Iva). Sarà possibile usufruire dello ‘’sconto’’ anche per l’Iva, ma solo se l’imposta non riguarda il pagamento all’importazione. Rimane da pagare, oltre all’importo dovuto inizialmente, anche l’aggio per il concessionario della riscossione. Anche chi sta pagando a rate potrà aderire, ma senza recuperare le sanzioni e gli interessi già versati. Anche i contribuenti che hanno già in parte pagato la cartella fiscale, magari attraverso il meccanismo della rateizzazione, potranno aderire alla ‘’definizione agevolata’’. In questo caso l’importo da pagare sarà quello del debito residuo sul capitale. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recuperano. Anche i contribuenti che hanno già in parte pagato la cartella fiscale, magari attraverso il meccanismo della rateizzazione, potranno aderire alla ‘’definizione agevolata’’. In questo caso l’importo da pagare sarà quello del debito residuo sul capitale. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recuperano. Per chi aderisce si bloccano le rate concordate: la revoca scatta con il primo pagamento della definizione agevolata.
Tutti i contribuenti che desiderino aderire alla rottamazione devono espressamente dichiarare di rinunciare ad eventuali procedimenti aperti davanti alle commissioni tributarie, in pratica dovrà rinunciare a potare avanti le liti relative alla cartella che sta versando.

Rottamazione, cosa non rientra

Per l’Iva all’importazione, ma anche per le somme dovute a titolo di recupero di “aiuti di stato’’(in pratica le multe Ue) e su quelle derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. La definizione agevolata non si applica nemmeno sulle multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti o sentenze penali di condanna.

Tempi e rateizzazione

Entro 15 giorni Equitalia pubblicherà i moduli per aderire alla rottamazione. Il contribuente potrà aderire entro novanta giorni alla pubblicazione del decreto. Al momento della richiesta potrà scegliere di pagare l’importo dividendolo in quattro rate. Entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto, invece, il concessionari della riscossione dovrà comunicare a chi ha aderito l’importo complessivo dovuto e le singole rate, con la data di scadenza di ciascuna. Le prime due rate saranno pari ciascuna ad un terzo del dovuto, le ultime due ad un sesto. Sulle rate saranno calcolati gli interessi ma chi vuole può pagare in un unica soluzione. Le prime tre rate dovranno essere comunque versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018. L’erario conta di incassare 2 miliardi il prossimo anno e 900 milioni quello successivo. Ma attenzione, per chi non paga o lo fa in ritardo salta la ‘’definizione agevolata’’ e si torna alla vecchia cartella. Il versamento della ‘cartella scontata’ potrà esser fatto anche con la domiciliazione sul conto della banca, oppure con i bollettini precompilati. Possibile anche versare agli sportelli del concessionario della riscossione.

Quanto si paga

Tasse e multe non pagate vanno versate per intero, così come gli interessi legali dello 0,5% che decorrono dalla data del mancato versamento dell’imposta a quella della notifica della cartella esattoriale. L’aggio dovuto ad Equitalia resta ma scompaiono le sanzioni e i pesanti interessi di mora, oggi al 4,13%. Per capire abbiamo chiesto due esempi allo studio del tributarista Gianluca Timpone. Un’azienda che al 23 giugno del 2014 ha avuto notificata una cartella per 72. 851 euro di Ires non versata nel 2010, pagherà quell’importo più gli interessi legali pari a 10.619 euro. Ma si vedrà abbuonati 20.163 euro di sanzioni, e ben 33.856 di interessi di mora, mentre l’aggio di riscossione pur rimanendo percentualmente invariato scenderà di 1.210 euro perché applicato su un importo più basso. Alla fine anziché 143.708 euro se ne verseranno 88.478, con un risparmio del 38%.

Stop alle ganasce

Dalla presentazione della richiesta di adesione alla definizione agevolata si fermano i tempi di prescrizione e decadenza ma anche quelli per le ‘’azioni esecutive’’ del fisco, come le ganasce fiscali o il pignoramento. Non si fermano però le operazioni già scattate.

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