martedì 6 settembre 2016

Elementi principali della Legge di DELEGAZIONE EUROPEA

Si informa in merito all’oggetto che è stata pubblicata venerdì u.s. su GU n. 204 del 1-9-16 la Legge n. 170, in vigore a decorrere dal 16 settembre 2016 p.v., recante la Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea (c.d. “Legge di delegazione europea 2015”).

A tal proposito, occorre evidenziare che la nuova legge per l’applicazione di direttive comunitarie prevede tra l’altro alcune disposizioni concernenti deleghe all’esecutivo di interesse per i settori associati, che di seguito illustriamo in sintesi.

Ai sensi dell’art. 4 il Governo, su proposta del Ministero dell’ambiente, eserciterà entro il 15 novembre 2016 p.v. la delega per l'attuazione della Dir. UE n. 2015/720 in tema di riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, emanando un apposito Decreto legislativo con l’osservanza prioritaria dei seguenti principi e criteri direttivi specifici:

a)    garantire il medesimo livello di tutela ambientale assicurato dalle norme già adottate in materia dal legislatore nazionale, contemplando dunque il divieto di commercializzare le anzidette buste, le tipologie specifiche delle borse di plastica commercializzabili e gli spessori già stabiliti (v. precedenti note Legis);
b)    vietare la fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio;
c)     ridurre progressivamente la commercializzazione delle borse di plastica “fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili” e realizzate in toto o in parte con materia prima rinnovabile;
d)    abrogare i vigenti commi 1129, 1130 e 1131 della Legge n. 296/2006 e ss. (Finanziaria 2007) e conseguentemente l’art. 2 DL n. 2/2012 e ss. (Misure urgenti in materia ambientale) in tema di riduzione della commercializzazione di buste d’asporto non biodegradabili;
e)     prevedere una campagna di informazione tesa ad accrescere la consapevolezza dei consumatori in merito all’impatto delle borse di plastica sull'ambiente, nonché ad eliminare la convinzione che la plastica sia un materiale innocuo ed economico, favorendo così l’auspicata riduzione dell’uso di borse in tale materiale;
f)     contemplare altresì nell’abito della medesima finalità programmi educativi per l’infanzia, nonché programmi di sensibilizzazione che forniscono ai consumatori le corrette informazioni circa la proprietà e lo smaltimento delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, di quelle oxo-biodegradabili o oxo-degradabili e delle altre borse di plastica.

Inoltre a norma dell’art. 5 della legge in oggetto il Governo, su proposta del Presidente del Consiglio e dei Ministri dello sviluppo economico, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali, eserciterà entro il 16 settembre 2017, di concerto con il Ministro delle finanze e con il Ministro della giustizia previo parere  della Conferenza permanente Stato – Regioni, la delega per l'adeguamento della  legislazione nazionale al Reg. UE n. 1169/2011 (Informazioni ai consumatori sui prodotti alimentari) ed alla Dir. 2011/91/UE (Diciture o marche che permettono di  identificare la partita cui appartiene una derrata alimentare), adottando uno o più Decreti legislativi con il prioritario rispetto dei principi e criteri direttivi specifici appresso indicati:

1)    prevedere, previo perfezionamento dell’iter di notifica di cui alla vigente normativa europea, l'indicazione obbligatoria in etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione dell’alimento (o di confezionamento qualora differiscano), al fine di garantire una corretta informazione al consumatore ed un’immediata rintracciabilità del prodotto a cura degli organi di controllo a tutela della  salute, nonché contemplare eventuali fattispecie in cui possano essere indicati in via alternativa diciture, marchi o codici equivalenti che permettano comunque di  risalire all’anzidetta sede ed indirizzo (v. precedenti note Legis);
2)    adeguare il vigente sistema sanzionatorio per le violazioni  amministrative del citato Reg, UE 1169/2011 ai relativi atti di esecuzione ed alle disposizioni nazionali, individuando sanzioni proporzionali alla gravità dell’illecito ed identificando l’Autorità competente nel Dipartimento dell’ICQRF (Ispettorato Centrale di tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) presso il MIPAAF, evitando sovrapposizioni con altre Autorità e salve restando le attuali attribuzioni dell’Antitrust Garante della concorrenza e del mercato.

NB: eventuali disposizioni correttive ed integrative dei predetti Decreti legislativi potranno essere emanate dal Governo entro due anni dalla loro rispettiva entrata in vigore.

In base all’art. 11 della nuova legge il Governo stesso, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro delle finanze, eserciterà parimenti entro il 16 settembre 2017, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dello sviluppo economico acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, la delega per l'adeguamento della normativa nazionale al Reg. UE n. 751/2015 (Commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta), emanando un Decreto legislativo ad hoc con l’essenziale osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:

a)    contemplare le eventuali e necessarie modifiche ed abrogazioni della vigente legislazione italiana per i settori interessati, al fine di assicurare la corretta applicazione del medesimo Reg. 751/15 in coordinamento con le altre disposizioni in vigore;
b)    prevedere ex art. 14 stesso Reg. 751 le sanzioni amministrative proporzionali alla gravità delle violazioni, mediante l'introduzione di una disciplina omogenea rispetto al Titolo VIII (Capi V e VI) del vigente D.Lgs n. 385/1993 e ss. (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), con particolare riferimento ai limiti edittali massimi e minimi ivi fissati;
c)     stabilire l'entità delle sanzioni pecuniarie in modo tale che quella applicabile a Società o ad Enti persone giuridiche sia compresa tra un minimo di € 30.000 ed un massimo di € 5 milioni, oppure corrisponda al 10% del fatturato qualora tale importo superi detto limite max ed il fatturato sia determinabile;
d)    prevedere altresì ex art. 15 Reg. 751/15 procedure di reclamo e di risoluzione stragiudiziale delle eventuali controversie tra i beneficiari ed i prestatori dei servizi  di pagamento, avvalendosi all’occorrenza di organismi e modalità già preesistenti.

NB: anche in tal caso eventuali disposizioni correttive ed integrative dell’apposito Decreto legislativo potranno essere emanate dal Governo entro due anni dalla sua entrata in vigore.

Infine l’Art. 19 delega il Governo ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante le norme occorrenti per dare attuazione alla decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato.

a)    prevedere che sia punito chiunque promette, offre o dà, per sé o per altri, anche per interposta persona, denaro o altra utilità non dovuti a un soggetto che svolge funzioni dirigenziali o di controllo o che comunque presta attività lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive presso società o enti privati;
b)    prevedere che sia altresì punito chiunque, nell’esercizio di funzioni dirigenziali o di controllo, presso società o enti privati, sollecita o riceve, per sé o per altri, anche per interposta persona, denaro o altra utilità non dovuti, ovvero ne accetta la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio;
c)     prevedere la punibilità dell’istigazione alle condotte di cui alle lettere a) e b);
d)    prevedere che per il reato di corruzione tra privati siano applicate la pena della reclusione non inferiore nel minimo a sei mesi e non superiore nel massimo a tre anni nonché la pena accessoria dell’interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività

e)     prevedere la responsabilità delle persone giuridiche in relazione al reato di corruzione tra privati, punita con una sanzione pecuniaria non inferiore a duecento quote e non superiore a seicento quote nonché con l’applicazione delle sanzioni amministrative interdittive di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

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