mercoledì 23 luglio 2014

CONFESERCENTI : contraria allo smantellamento delle Camere di Commercio

Il decreto legge 90/2014, in conversione alla Camera dei Deputati, dispone, all’articolo 28, che il bilancio delle Camere di Commercio venga ridotto di oltre un terzo, in un colpo solo e a partire dal 1° gennaio 2015. Come riorganizzare le Camere di Commercio e quale attività dovranno svolgere lo si vedrebbe, invece, in seconda battuta, nel testo del Disegno di legge Delega che non è ancora noto.
In questi ultimi tempi, sul tema della riforma della Pubblica Amministrazione e delle Camere di Commercio, si sono susseguite e accumulate prese di posizione, dichiarazioni, annunci.

Abbiamo anche spesso assistito a dichiarazioni che, nel volgere di breve tempo, si sono modificate, anche radicalmente.

CONFESERCENTI ritiene indispensabile ed urgente un confronto  soprattutto tra le  Associazioni  sulla  effettiva efficacia e ricaduta, del decreto,  per le imprese.

Un dato però è incontrovertibile non si inizia una riforma riducendo le entrate senza delineare il progetto di riforma.

Per quanto ci riguarda alcune delle funzioni garantite fin qui dalle Camere (Credito e Sviluppo dell’economia locale) vanno salvaguardate ed incentivate proprio grazie ad una profonda riforma riducendo drasticamente gli  attuali costi a carico delle imprese.
Abbiamo da sempre sostenuto la necessità di una riforma che razionalizzasse il sistema camerale, pesasse il meno possibile sulle imprese e destinasse le risorse per lo sviluppo ed il sostegno alle imprese.
Un altro elemento per noi fondamentale è rappresentato dalla necessità di razionalizzare il sistema camerale dando ruolo di “sportello” alle organizzazioni di categoria

Le Camere di Commercio rappresentano uno strumento per il sostegno e lo sviluppo delle economie locali, capaci di valorizzare le specificità territoriali oltre che gestire l’anagrafe pubblica delle imprese.

Rappresentano  un ‘bagnasciuga’ tra pubblico e privato che realizza una forma di democrazia     economica partecipata tra le diverse componenti e categorie dei sistemi economici locali. Queste caratteristiche vogliamo che restino al termine di un’azione di riforma, di efficientamento  e di razionalizzazione che, noi per primi, riteniamo necessarie.


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