mercoledì 5 marzo 2014

Sos Impresa- Rete per la legalità

Per non fallire di mafia: Convenzione nazionale delle associazioni antiracket e  antiusura no profit 

Per non fallire di mafia è il tema scelto per la Convenzione nazionale delle associazioni antiracket e antiusura no profit, organizzato da Sos Impresa e Rete per la legalità, che si è svolto a Roma. 

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle circa 50 associazioni che fanno parte della Rete, gli imprenditori che hanno denunciato e rappresentanti delle istituzioni. Hanno partecipato ai lavori Lino Busà, già presidente di Sos Impresa, Massimo Vivoli vice presidente di Confesercenti, Filippo Bubbico viceministro Interno, Lorenzo Diana presidente Rete per la legalità. L’incontro, si è svolto nel segno di una partecipazione ampia di tutte le realtà di base, per scambiarsi esperienze, criticità, buone pratiche. 

Al fine di definire un sistema di regole e proposte sul tema del contrasto alle mafie e per non lasciare soli coloro che hanno  denunciato. Il tema scelto è “Per non fallire di mafia”,  proprio a sottolineare il nesso tra impresa e criminalità organizzata, ed un sistema di aiuto pubblico che non consente un piena tutela di chi più si è esposto. Per questo, per le associazioni, il primo passo è quello della ridefinizione del rapporto che lega mafia- economia. Le mafie, infatti, oggi hanno assunto connotazioni differenti, trasformandosi in maniera camaleontica, in clan-  impresa. Appare evidente, come il potere delle mafie si rafforza sempre più non solo tramite estorsioni, usura, traffico di droga e sfruttamento della prostituzione, ma anche in tutte quelle attività imprenditoriali per mezzo delle quali vengono riciclate le enormi quantità di denaro a disposizione della criminalità mafiosa. 

I clan, occupano da almeno quattro decenni quei territori dove si costruisce l’eccellenza d’impresa.  Un fenomeno che, in una fase recessiva come quella che stiamo vivendo rischia di favorire l’incremento del fenomeno usuraio e delle estorsioni. Sono circa 200 mila i commercianti colpiti dall’usura, un giro d’affari che in periodo di crisi economica è destinato a crescere. A fronte della crescita del fenomeno usuraio, le denunce, dopo un breve periodo di calo hanno ripreso a crescere, con un aumento del 15 % dal 2011 al 2012, e per il 2013 il trend è rimasto invariato.  

Malgrado questo considerevole aumento,  l’imprenditore vittima di usura o racket, è costretto al fallimento. E’ questo il primo limite delle attuali leggi, che non si concretizzano nella  convenienza a denunciare. Infatti, se da un punto di vista del processo penale l’imprenditore riesce a fare arrestare i propri usurai, dal punto di vista del diritto civile le cose non sono così semplici, determinando un peggioramento delle condizioni di vita dell’imprenditore. Accade spesso, infatti, che le aziende falliscono e i patrimoni della vittima vengono aggrediti da Enti, istituti di credito, pagamenti. 

C’è un altro dato da tenere in considerazione e cioè, all’aumento del fenomeno usuraio non corrisponde un crollo di quello estorsivo. Ad oggi, le denunce per questo reato sono più di 6 mila, mentre gli estortori denunciati sono  circa 25 mila. Questo dato, da solo, testimonia come questo fenomeno cambia volto, ma continua a persistere. Nei prossimi giorni, Sos Impresa e Rete per la legalità presenteranno al nuovo Governo e alla presidente della Commissione Antimafia Rosi Bindi un pacchetto di proposte a sostegno di chi ha denunciato. Il leit motiv è premiare chi si ribella. Gli imprenditori che hanno denunciato, hanno il diritto di  partecipare a corsie preferenziali nell’aggiudicarsi appalti pubblici e forniture. 

Altro capitolo riguarda l’assegnazione dei beni sequestrati e confiscati. Uno dei problemi attuali riguarda spesso il fallimento di imprese che un tempo erano gestite dalla criminalità. Spesso, non per proprio demerito, ma per relative capacità imprenditoriali, l’impresa è costretta al fallimento col rischio di fare passare il messaggio per cui “con la mafia si lavora, con lo Stato no”. A tale proposito, risulta indispensabile che ad affiancare l’amministratore giudiziario nel suo lavoro di gestione dell’impresa sottratta alle mafie, sia un imprenditore o un Consorzio nazionale costituito da imprenditori che hanno denunciato e che hanno le competenze richieste. Un terzo elemento a sostegno della denuncia è sicuramente il cosiddetto ombrello produttivo. La vittima che denuncia, si trova spesso costretta al fallimento delle proprie aziende a causa dei vincoli amministrativi che scattano in automatico. 

Diventa necessario, dunque, il blocco di tutte le esecuzioni e le sospensioni dei debiti acquisiti dall’imprenditore che ha denunciato. In questo contesto entra anche il ruolo delle banche, che devono essere in grado di facilitare l’accesso al credito delle vittime, con strumenti che tengano conto della denuncia. E in questo contesto, diventa utile l’istituzione di un tutor antiracket. Una figura, legata anche al mondo delle associazioni antiracket e antiusura no profit, in grado di seguire la vittima dal dopo denuncia alla sua riabilitazione. Uno strumento in grado di impedire alla vittima di finire nelle mani di finte finanziarie che in realtà rischiano di applicare tassi di usura o sono veri e propri usurai. 

A tal proposito pensiamo sia necessaria l’istituzione del reato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Questo meccanismo, consentirebbe di facilitare il riconoscimento del reato di usura, ancora oggi sottovalutato e poco dimostrabile. 










RASSEGNA STAMPA

2/25/2014 - 13:00 - TG 2 (RaiDue)
Economia. Report Sos Impresa, Rete per la legalita' e Confesercenti: 100m mlrd giro d'affari della mafia in estorsioni e racket, 7% del pil italiano. 1200 reati ogni giorno ai danni di aziende. www.tg2.rai.it
2/25/2014 - 13:00 - GR 24 Economia (Radio 24)
Economia. Giustizia. Dati SOS Impresa relativi ad 'usura e pizzo'. Dati Istat allarmanti su commercio al dettaglio. Osp. Vivoli (Vice Presidente Confesercenti) www.radio24.it


2/25/2014 - 13:00 - GR 24 Economia (Radio 24)
Economia. Giustizia. Dati SOS Impresa relativi ad 'usura e pizzo'. Dati Istat allarmanti su commercio al dettaglio. Osp. Vivoli (Vice Presidente Confesercenti) www.radio24.it


2/26/2014 - 07:30 - Tgr Buongiorno Regione (RaiTre)
Cronaca. Roma. Roma e' la capitale dell'usura secondo il rapporto SOS impresa di Confesercenti. 28mila commercianti finiti nella rete con una percentuale che sfiora il 35% del totale delle attivita'. www.tgr.rai.it
2/25/2014 - 21:10 - Linea Gialla (La7)
Economia. Crisi economica e usura. Confesercenti: 200mila commercianti sottoposti a usura. osp.: Piero Sansonetti (Gli Altri); giornalista Oliviero Beha; (d)Comi (FI); Livadiotti (L'Espresso) www.la7.it

Mafie: Sos Impresa, premiare imprenditori che denunciano racketAGI
2014-02-25 16:14:00
  
ZCZC
AGI0503 3 CRO 0 R01 / 

Mafie: Sos Impresa, premiare imprenditori che denunciano racket = (AGI) - Roma, 25 feb. - "Premiare chi si ribella", ovvero quegli imprenditori che denunciano il racket e l'usura praticati dalla criminalita' organizzata, offrendo loro corsie preferenziali nel sistema di appalti pubblici e forniture. Questa la principale proposta avanzata da Sos Impresa (l'associazione antiracket e antiusura di Confesercenti) e Rete per la legalita' che, oggi a Roma, hanno promosso la Convenzione nazionale delle analoghe associazioni no profit.

(AGI) 
Rmh/Bru  (Segue)
251614 FEB 14

NNNN

ZCZC
AGI0504 3 CRO 0 R01 / 

Mafie: Sos Impresa, premiare imprenditori che denunciano racket (2)= (AGI) - Roma, 25 feb. - Le quali lanciano altre quattro proposte "Per non fallire di mafia": rivedere l'assegnazione dei beni sequestrati e confiscati, prevedendo che ad affiancare l'amministratore giudiziario nella gestione dell'impresa sottratta alle mafie sia un imprenditore o un Consorzio nazionale di imprenditori che hanno denunciato; creare un 'ombrello produttivo' a favore delle vittime che denunciano e che vedono spesso il fallimento delle proprie aziende a causa dei vincoli amministrativi automatici, bloccando tutte le esecuzioni e sospendendo i debiti; istituire un tutor antiracket, in grado di seguire la vittima da momento
successivo alla denuncia fino alla sua riabilitazione interfacciandosi con istituzioni e banche; introdurre il reato di "esercizio abusivo dell'attivita' finanziaria", per rendere piu' riconoscibili e facilmente dimostrabili i fenomeni di usura. "Il rischio per molti imprenditori e' che dopo la denuncia ci sia l'estromissione dal mercato, sempre piu' dominato dalla criminalita' organizzata: i clan piu'
strutturati hanno trapiantato, nelle zone piu' ricche e piu' industrializzate, le proprie organizzazioni e questo inquina la libera concorrenza", ha spiegato il presidente di Sos Impresa Lino Busa', sottolineando che "oggi l'imprenditore vittima di usura o racket e' spesso costretto al fallimento. Il primo
limite delle attuali leggi e' la mancata convenienza della denuncia, perche' accade spesso che le aziende falliscono e i patrimoni della vittima vengono aggrediti da enti, istituti di credito, pagamenti". Le mafie, intanto, cambiano volto ma non metodi, secondo Sos Impresa, "entra nell'economia tramite i cosiddetti uomini cerniera: faccendieri, intermediari, pseudo-imprenditori".(AGI)  
Rmh/Bru  (Segue)
251614 FEB 14

NNNN

ZCZC
AGI0505 3 CRO 0 R01 / 

Mafie: Sos Impresa, premiare imprenditori che denunciano racket (3)= (AGI) - Roma, 25 feb. -  Ma il pizzo, per esempio, "non va mai fuori moda" e continua a essere pagato "una tantum, alle feste
comandate, in base alla tipologia di negozio, ai metri quadri o addirittura in relazione alle vetrine". A essere maggiormente colpiti dal racket sono il comparto delle costruzioni, i supermercati, gli autosaloni e attivita' come bar, ristoranti, discoteche e pubblici esercizi. Il fenomeno estorsivo, insomma, "non e' per nulla arretrato, ma si e' trasformato assumendo forme e connotati diversi", cosi' come l'usura che 'impiega' oltre 40 mila strozzini e tra questi molti insospettabili imprenditori, commercialisti, avvocati, notai e bancari: la "faccia pulita" dell'usura in Italia, secondo le associazioni, costituita da professionisti che conoscono bene i meccanismi del mercato del credito legale e che con la crisi hanno iniziato a infrangerne le regole. "Penso che il lavoro svolto dal Governo Letta sulla messa a punto di nuovi strumenti per combattere la mafia e l'illegalita' - ha affermato il viceministro dell'Interno uscente, Filippo Bubbico - verra' sviluppato da questo nuovo Governo, come gia' confermato dal presidente Renzi: l'impegno e' quello di valorizzare le esperienze che hanno dato risultati nella lotta alla criminalita' organizzata e a ogni forma di penetrazione nell'economia legale".(AGI)
Rmh/Bru
251614 FEB 14

NNNN





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