martedì 17 dicembre 2013

Premio Moda 2013, Fismo Confesercenti premia l'Alta Moda Uomo Corneliani S.p.A.

"Serve una ristrutturazione della filiera moda per rilanciare tradizione, qualità e Made in Italy"

“All’estero apprezzano lo stile di vita italiano, la nostra cultura del bello va difesa con forza”. Così il Presidente di Corneliani SpA, Carlalberto Corneliani, ha aperto il suo intervento in occasione del Premio Moda Fismo 2013 che, quest’anno, è stato coordinato dal Vice presidente Ciccy Cannizzaro. Roberto Manzoni, Presidente Fismo-Confesercenti alla Ditta Corneliani, ha consegnato, l’ambito riconoscimento, alla prestigiosa Azienda italiana nel settore di alta moda uomo, pioniere nel settore in Italia e realtà della moda di riferimento internazionale. “E’ fondamentale riconquistare affidabilità per il sistema italiano della moda, attraverso la tracciabilità del prodotto tessile e dell’abbigliamento - ha detto Corneliani ritirando il Premio, un mosaico che raffigura la Cupola del Duomo di Mantova realizzato da un artista ravennate – dobbiamo tutelare la qualità del Made in Italy e la sapienza artigianale del saper fare. Ma non solo: le nostre bellezze artistiche, culturali, la nostra sapienza enogastronomica le apprezziamo nelle città italiane, visitando i nostri centri storici: le nostre città devono diventare giardini d’Europa”. Il Premio Moda è giunto alla Quinta Edizione, in precedenza sono stati premiati Brioni, Ferragamo, Cucinelli,Missoni.

“La moda italiana deve riconquistare un ruolo di leadership nel contesto delle attività del fashion internazionale, il nostro sistema manifatturiero è il primo al mondo per qualità e per valore delle esportazioni, ma è necessaria una nuova politica per il settore che punti a rafforzare la qualità del nostro Made in Italy - ha sottolineato Massimo Mamberti, Segretario Generale del Comitato Leonardo Italian Quality Commitee – e a rafforzare le nostre eccellenze che hanno una vocazione sui mercati esteri cui corrisponde un forte appeal da parte dei consumatori esteri. Serve un’alta ristrutturazione della filiera della moda, bisogna creare alleanze fra imprese tramite lo sviluppo di reti per un rilancio dell’intero comparto, dal produttore ai distributori che sono i primi attori della vendita nel mondo”. “I nostri negozi, le nostre attività commerciali rappresentano il punto di riferimento per i cittadini e i turisti dei nostri centri urbani, sono un presidio sul territorio e garantiscono la qualità della vita urbana: dobbiamo difendere questo immenso patrimonio delle nostre città - “Da gennaio ad ottobre hanno chiuso per sempre i battenti 5.500 imprese di distribuzione abbigliamento, accessori e tessili con una conseguente previsione per la fine del 2013 di una perdita di 6.500 unità. Anche se c’è nelle intenzioni di acquisti natalizi un aumento del 2% che va sottolineato come un segnale di speranza. Ma per rafforzarlo serve una svolta forte soprattutto sul fronte dei consumi, occorre restituire fiducia alle famiglie e alle imprese che resistono, con responsabilità, ai pesanti contraccolpi della crisi: non possiamo lasciare soli gli imprenditori, è da qui che passa il rilancio della nostra economia”

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