mercoledì 16 febbraio 2011

I 40 anni della Confesercenti. Un impegno proiettato verso il futuro

Quaranta anni fa, il 14 febbraio 1971, all'inizio di un decennio complesso e difficile per l'economia internazionale e per l'Italia nasceva a Roma la Confesercenti. Al Palazzo dei congressi alcune migliaia di imprenditori tenevano a battesimo la Confederazione. Iniziava così un lungo cammino che ha portato Confesercenti ad essere presente in moltissimi settori della vita economica, con l'obiettivo di svolgere un ruolo attivo ed incisivo nel rappresentare le istanze delle Pmi.


Ciccy Cannizzaro, Vice Presidente Nazionale della Fismo- Moda Confesercenti ha sottolineato così l'anniversario: "Buon compleanno Confesercenti. Buon compleanno a donne ed uomini che hanno lavorato e lavorano per aprire pagine nuove e positive della nostra comune esperienza di cui siamo legittimamente orgogliosi. Il miglior regalo che possiamo farci è quello di festeggiare questi 40 anni guardando al futuro con quella determinazione, passione e coesione che ci hanno caratterizzato e che ci hanno consentito di affrontare le tante sfide che hanno segnato il cammino dei nostri primi 40 anni di vita associativa. Qualche anno fa per sintetizzare il senso di questo nostro comune percorso usammo lo slogan “dalla bottega all’impresa” che sottolineava la volontà della nostra Confederazione di caratterizzare il suo impegno per far crescere le piccole imprese sia sul piano dimensionale, sia su quello innovativo, in modo da consentire alle Pmi di reggere meglio le sfide del mercato. Questa scelta di non chiudersi ha consentito una continua espansione della nostra rappresentanza, tanto che man mano, dopo essere entrati con forza e convinzione nel campo del turismo, abbiamo allargato i nostri orizzonti anche ai servizi, all’artigianato, ed ora, da ultimo, alle piccole e medie imprese industriali. Se agli inizi l’obiettivo prioritario, ancora oggi certamente fondamentale, era quello di far uscire le Pmi dall’isolamento e di salvaguardare il loro ruolo che esse svolgono a favore del progresso economico, dell’occupazione, della qualità della vita nelle città e della tenuta sociale, oggi la sfida è anche quella di saper tenere il passo di un mondo sempre più dinamico, dove tutto cambia con velocità impressionante e dove la parola innovazione è diventata la vera linea di demarcazione tra il passato ed il futuro, tra il successo ed il fallimento. Di conseguenza le sollecitazioni che arrivano al mondo delle Pmi sono sempre più impegnative e le spingono a cercare risposte adeguate sul piano organizzativo, tecnologico, formativo. Un mondo meno statico, con accelerazioni tecnologiche continue, con rapide variazioni della domanda di consumi, con fortissimi cambiamenti dovuti ai flussi migratori, richiede un decisivo cambio di passo delle imprese, ma soprattutto delle nostre Istituzioni. Questo vale anche per la nostra confederazione che deve avere la flessibilità necessaria a rispondere con rapidità ai mutamenti e soprattutto deve cogliere in anticipo i segnali per attrezzarsi a indicare alle imprese ciò che sta cambiando ed offrire loro adeguati sostegni in termini di rappresentanza e di servizi. Il nostro compito è anche quello di evidenziare la centralità di una più ampia modernizzazione complessiva della nostra società che accusa proprio su questo terreno i più gravi ritardi rispetto ai nostri competitor a partire da quelli europei. Non è un caso se abbiamo dato sempre più rilievo ai nuovi servizi ed alla loro qualità, per offrire opportunità alle imprese che –come nel caso del credito – in tempi di crisi rappresentano supporti fondamentali per poter proseguire l’attività, non chiudere e per non infilarsi nel tunnel senza uscita dell’usura. Le battaglie che ci hanno visto protagonisti in questi quattro decenni, dalle prime lotte al carovita, a quelle fiscali (ricordate la minimum tax?), a quelle referendarie, a quelle contro la criminalità (SoS impresa, i treni contro l’usura e per le città sicure, il nostro rapporto annuale…) sono state dei successi innegabili perchè la nostra Confederazione ha capito per tempo i cambiamenti sociali, politici ed economici, adeguando a queste dinamiche la propria struttura, le sue strategie ed allargando la sua rappresentanza a tutto il mondo delle imprese. Per questo Confesercenti ha voluto radicare la sua presenza nella società, ha voluto confrontarsi in modo sempre più autonomo con le dinamiche sociali reali e così ha contribuito a cambiare molte cose, accentando l’inevitabile cambiamento di se stessa. Questa sintonia con il cambiamento non è solo sintomo di concretezza e di buon senso, ma anche dimostrazione che abbiamo voluto e vogliamo essere una realtà dinamica, non burocratica, non ingessata in rigide certezze. Questo senso di concretezza e di lungimiranza ci ha spinto ad essere protagonisti di una nuova ed importante sfida della nostra storia, vale a dire la creazione con le altre Confederazioni delle Pmi di Rete Imprese Italia. Una scelta giusta per dare più forza e visibilità alle Pmi, in controtendenza con questa fase della vita politica e sociale nella quale dominano le divisioni e le decisioni di corto respiro. L’Italia e la nostra economia hanno bisogno di convergenze, progetti, recupero di fiducia per mettere in moto quelle potenzialità che non mancano al nostro Paese. Si tratta di una scelta coerente con la nostra voglia di cavalcare il cambiamento con idee e proposte utili alla crescita economica e sociale di tutti. Il nostro cammino non è mai stato facile ma ci ha anche dato grandi soddisfazioni e può darcene ancora se sapremo rinnovare ogni giorno quella carica ideale che ha dato vita a questa giovane “quarantenne”. Infine un pensiero affettuoso a coloro che dettero vita alla Confederazione. Alcuni di quegli imprenditori sono ancora nostri soci, e siamo loro riconoscenti di questa formidabile prova di fedeltà. A tutti assicuriamo il nostro forte impegno a non disperdere ma a rafforzare quel valore aggiunto della vita economica e sociale del nostro Paese che fin dalla nascita ha saputo essere la “nostra” Confesercenti”.

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