giovedì 18 novembre 2010

Continua la flessione dei consumi e cambia l'alimentazione

Le vendite alimentari dei negozi su piccole superfici continuano a registrare variazioni che, oltre ad essere negative sono anche superiori a quelle del comparto non alimentare.



Gli italiani tengono ben stretti i cordoni della borsa, l'autunno conferma il ristagno dei consumi, con le vendite ferme rispetto all'estate e in «lievissimo» aumento su base annua (+0,3%). Sul mancato rilancio pesa il calo degli acquisti alimentari: ormai risparmiare sulla tavola non è più un tabù.

Nel comparto alimentare si esaurisce una fase di disinflazione, questo può essere un fenomeno positivo, un segnale di ripresa, ma sicuramente i consumi italiani già piegati delle condizioni del mercato del lavoro non troveranno giovamento da un ulteriore riduzione del potere d’acquisto.



Contrazione degli acquisti in termini di quantità, quindi, ma anche una sostanziale diversificazione dei prodotti acquistati per l’alimentazione.


 
La crisi economica che stiamo vivendo – sostiene il Presidente  Regionale
Antonino Marcianò - ha spinto il 60% delle famiglie a modificare il proprio menu, il 35% a limitare gli acquisti e, dato veramente nuovo per la sua portata, il 34% degli acquirenti ha optato per prodotti di qualità inferiore a fronte di un qualche risparmio e il 32% ormai compra solo ‘promozioni’ nei ‘discount’. Ancora più preoccupanti i tagli delle famiglie che nella nostra regione arrivano al 50%.

Le prospettive per il futuro non sono rosee e oggi i consumatori riempiono il carrello con maggiore consapevolezza e attenzione al prezzo con l’obiettivo di spendere al meglio le “poche” risorse disponibili.

Nessun commento:

Posta un commento