giovedì 1 aprile 2010

Artigiani e Commercianti, alleanza per contare di piu' (Grion Luisa) La Repubblica

La data c´è, il 10 maggio, nome nuovo e slogan sono quasi pronti: ci sta lavorando l´agenzia pubblicitaria Armando Testa, quella del «più lo mandi giù, più ti tira su». Dopo quasi quattro anni di riunioni, dibattiti e ritrosie i «piccoli» ce l´hanno fatta: Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani si mettono assieme. Stanchi di vedersi tagliati fuori dal potere e dai tavoli di contrattazioni hanno deciso di riunirsi e, facendo valere gli oltre due milioni di aziende rappresentate, d´inserirsi di peso nella triade sindacato-Confindustria-governo.

Non è stato un parto facile quello del nuovo soggetto: l´idea era partita nel 2006 quando, per protestare contro la Finanziaria dell´allora governo Prodi, i cinque avevano firmato il «patto del Capranica», dal nome dell´ex cinema romano che ospitò la prima manifestazione congiunta. Ma passare dalle enunciazioni ai fatti, superando sessanta anni di storia separata, d´incarichi e poltrone non dev´essere stato facile.
Si comincerà puntando alla comune rappresentanza davanti alle istituzioni, ma almeno in una prima fase le cinque associazioni manterranno vita propria, strutture autonome e sovranità sul territorio. Agli incontri a Palazzo Chigi, comunque, ci andrà un presidente per tutti, il comunicato sarà uno solo. A turni di sei mesi il timone passerà dai vertice di un´associazione a quelli di un´altra. La nuova creatura, oltre ad un logo autonomo e ad una campagna pubblicitaria ad hoc, avrà una nuova sede e una struttura dedicata. E il dieci di maggio, all´Auditorium della Musica di Roma debutterà anche una Fondazione, che stilerà in un decalogo il profilo dell´associazione, identificando i temi da inserire in agenda: federalismo fiscale in primis, ma anche politica del lavoro ed economica. A questi punti stanno lavorando da tempo Giuseppe De Rita (in pole position per diventare presidente della Fondazione stessa) Aldo Bonomi, Paolo Feltrin e Stefano Zan.

Basterà tutto ciò per far sì che le «piccole» pesino? Le cinque associazioni snocciolano i numeri: le imprese artigiane, di commercio e servizi sono in tutto oltre quattro milioni, occupano oltre 11 milioni di addetti su un totale di 17. Ma è chiaro a tutti che il risultato cui puntare deve essere il corpo unico. «I primi due anni e mezzo di vita saranno determinanti: il mio sogno è quello di firmare, in futuro, un solo contratto collettivo per artigianato, commercio e servizi», puntualizza Cesare Fumagalli segretario generale della Confartigianato. Due anni e mezzo sono di fatto il tempo necessario per garantire la presidenza a turno a tutti i partecipanti arrivando a ridosso della fine legislatura. «Ci muove lo stesso obiettivo: vogliamo contare di più, rivalutare finalmente l´economia reale» sottolinea Luigi Taranto, direttore generale Confcommercio. «In un panorama che si sta sempre più frammentando noi stiamo dando un segnale in controtendenza - precisa Sergio Silvestrini segretario generale del Cna - ma siamo consapevoli del fatto che il mondo delle imprese è profondamente cambiato: serve una rappresentanza nuova. A volte bisogna fare tutti un piccolo passo indietro per farne poi uno grande in avanti».

L´unione finale, comunque, non è affatto scontata. Il processo già si è dimostrato difficile, qualcuno ha spinto, altri hanno frenato: inevitabili le riluttanze iniziali delle più grandi e le ansie legate alla paura di «sparire». Ma a rafforzare l´obiettivo ci hanno pensato la crisi economica e la raggiunta comunità di vedute. Una volta Confcommercio e Confartigianato erano tradizionalmente legate alla vecchia Dc, mentre Cna e Confesercenti si collocavano più a sinstra, ora l´80% dei «piccoli» fa riferimento al centro-destra di Berlusconi.

Nessun commento:

Posta un commento