domenica 15 gennaio 2017

Saldi: avvio stabile nella prima settimana, ma condizionato dal meteo

Avvio di vendite di fine stagione complessivamente stabile sullo scorso anno, anche se segnato dal meteo. L’ondata di freddo eccezionale che ha colpito l’Italia nei giorni scorsi ha inciso, infatti, anche sull’andamento della prima settimana dei saldi invernali. E se da un lato si registra una crescita dell’interesse per capispalla e maglioni, in alcune città – soprattutto al sud e sull’arco alpino – il freddo ha frenato clientela e vendite. Complessivamente perfomance più o meno stabili per le città del centro Italia, con buoni risultati nel centro storico di Firenze grazie al Pitti. Andamento soddisfacente e in lieve crescita in molte località del nord, in particolare in Emilia Romagna.
Potenzialmente i saldi invernali ed estivi, stima l’Ufficio Economico Confesercenti, possono generare fino ad 8 miliardi di euro di consumi l’anno: un valore che li rende il principale appuntamento commerciale del nostro mercato interno, secondo solo al Natale, a quota 14 miliardi.
“I saldi hanno un’importanza evidente per i consumi interni, ma nonostante questo – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti – hanno un numero record di detrattori, che li tacciano di essere un’anomalia italiana e ne invocano la liberalizzazione, senza considerare che le vendite di fine stagione sono regolamentate in molti Paesi d’Europa. Ma se i periodi venissero liberalizzati, i saldi morirebbero, non sarebbero più credibili: la data unica di inizio  permette infatti al consumatore di verificare i prezzi di partenza, e a tutte le imprese di godere di un annuncio pubblicitario collettivo, creando l’evento anche per i piccoli. Abolirla andrebbe a vantaggio solo delle grandi, che possono contare su importanti interventi pubblicitari. I saldi  365 giorni su 365, inoltre, causerebbero la definitiva ‘outletizzazione’ dell’offerta commerciale: sconti su “beni” di cui è ignoto il prezzo di partenza. Una pratica questa, che certamente non va a favore né delle pmi né dei consumatori. E che danneggia il commercio urbano, incidendo anche sull’attrattività turistica e unicità delle nostre città”.

giovedì 22 dicembre 2016

Istat, vendite al dettaglio: piccoli negozi sempre più in difficoltà

Le piccole realtà commerciali continuano a sentire la crisi.
Se infatti, secondo l’Istat le vendite al dettaglio a ottobre 2016, su base annua, aumentano in valore per la grande distribuzione (+0,8%) per le imprese operanti su piccole superfici il dato è ancora una volta negativo (-1,0%).
Tra queste ultime ad essere sempre più in difficoltà sono le attività commerciali fino a 5 addetti: su base annua le loro vendite diminuiscono, in termini tendenziali, del 3,3%. Dato leggermente negativo, invece, per le imprese da 6 a 49 addetti (-0,3) e positivo per quelle con almeno 50 addetti,+1,5%, segno che sono proprio i piccoli a non vedere minimamente una ripresa dell’attività imprenditoriale.
Entrando più nel dettaglio, mentre nella grande distribuzione le vendite registrano variazioni positive in entrambi i settori merceologici (+0,4% per i prodotti alimentari e +1,2% per quelli non alimentari) nelle imprese operanti su piccole superfici il valore delle vendite registra variazioni tendenziali negative sia per i prodotti alimentari (-2,3%) sia per quelli non alimentari (-0,9%).
In termini generali le vendite registrano un incremento congiunturale pari all’1,2% sia in valore sia in volume e diminuiscono su anno -0,2%.
Nonostante la forte crescita congiunturale registrata a ottobre, nella media del trimestre agosto-ottobre 2016 l’indice complessivo delle vendite al dettaglio diminuisce dello 0,2%, sia in valore sia in volume, rispetto al trimestre precedente.
Su base annua, i prodotti alimentari calano dello 0,4% in valore e registrano una variazione nulla in volume. I prodotti non alimentari diminuiscono sia in valore ( 0,2%), sia in volume (-0,4%).
Tra i prodotti non alimentari, il maggiore incremento tendenziale riguarda il gruppo Mobili, articoli tessili, arredamento (+1,8%), mentre il calo più rilevante si registra per il gruppo Generi casalinghi, durevoli e non durevoli (-2,1%).

mercoledì 21 dicembre 2016

mercoledì 30 novembre 2016

ESEMPIO di modello, da dotare di DATA CERTA, per passaggio di denari tra familiari


SCRITTURA PRIVATA DI DONAZIONE DI SOMMA TRA FAMILIARI

Con la presente scrittura privata, redatta in duplice originale, tra

il/la signor/a ___________________________________________ nato/a a _______________________________ (____) il _______________ e residente in ____________________________ in via _______________________ n. ______, codice fiscale _______________________________ (donante);

e

il/la signor/a ___________________________________________ nato/a a _______________________________ (____) il _______________ e residente in ____________________________ in via _______________________ n. ______, codice fiscale _______________________________ (donatario),

premesso che tra il donante ed il donatario intercorre il seguente rapporto di parentela: ____________________________

si conviene e stipula quanto segue:

Art. 1. OGGETTO

1.1. Il donante dà al donatario, che accetta con animo grato, la somma di euro __________________ (in lettere _____________________) che versa a mezzo assegno bancario n. _________________________ tratto sulla Banca ____________________________________________ Filiale ______________________________________ o tramite bonifico bancario con versamento dal conto n. _________________________ (Banca _____________________________ di titolarità di ___________________________________ in favore del conto n. __________________________ (Banca _______________________________ di titolarità di _____________________________________ . Detto bonifico avviene (o avverrà) in data ____________________ (o all’atto della redazione della presente scrittura).

Art. 2. GRATUITÀ
2.1. Il donante dichiara che tale somma viene versata a mero scopo di liberalità e senza quindi obblighi di restituzione. Il donatario accetta la liberalità.

Art. 3. SCOPO
3.1. La somma oggetto del presente contratto di donazione è consegnata al donatario affinché questi possa disporne nel seguente modo (indicare eventuali beni da acquistare o necessità di spese imminenti, di far fronte a debiti, ecc.).

Luogo e data
Donante                                                                   Donatario