Le mani della criminalita' sulle Imprese: XIII Rapporto di SOS Impresa.
Le mani della criminalita' sulle Imprese: XIII Rapporto di SOS Impresa.

Le mani della criminalita' sulle Imprese: XIII Rapporto di SOS Impresa.
E' stato siglato martedi' 27 marzo l'accordo di riordino complessivo sulla disciplina dell'apprendistato tra Confesercenti e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
L’ accordo sarà in vigore dal prossimo 26 aprile. Con tale intesa le parti hanno ribadito l’importanza di tale istituto che rappresenta lo strumento principale per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, anche in coerenza delle posizioni assunte da Confesercenti e Rete Imprese Italia in occasione del negoziato con il Governo.
L'accordo, in coerenza con le linee del nuovo TU sull'apprendistato, prevede, per specifiche figure professionali analoghe a quelle artigiane, durate diversificate. Disciplinate nell’intesa le tre tipologie di apprendistato e valorizzato in particolare l’apprendistato professionalizzante e l’attività formativa professionalizzante che consente sia all'azienda che all'apprendista l'ottenimento di competenze più adeguate alle mansioni che al termine del percorso formativo si conseguiranno.
Previsto nel testo un passaggio anche sull’apprendistato di alta formazione con possibilità di promuovere, anche a livello territoriale, specifiche intese con Università.
Attraverso la sottoscrizione della suddetta intesa le parti hanno confermato e valorizzato anche il ruolo della bilateralità inserendo il riferimento al passaggio obbligato all'ente bilaterale per l'ottenimento del parere di conformità.
E’ con rammarico che apprendiamo che l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha proposto di spostare la propria sede principale da Reggio Calabria a Roma o, al massimo, a Palermo.
Il rammarico poi diventa amarezza quando scopriamo che la motivazione addotta è per << oggettive difficoltà di collegamento ferroviario e aereo>>, come riportato a pagina 22 della 2° Relazione sull’attività svolta dalla stessa Agenzia.
La scelta di Reggio Calabria rimane un intoccabile segno di autorevole presenza dello Stato che nel procedimento di sequestro, confisca ed assegnazione dei beni confiscati alle mafie dimostra in modo tangibile che la "mala economia", l'illegalità non paga.
Questa terra di periferia non può diventare periferica, marginale, anche perché priva di adeguati collegamenti ferroviari ed aerei.
E’ facile "scappare", ricercare soluzioni più facili, comode. Ma i problemi di questa terra, di queste genti da chi devono essere affrontati?
Certamente dallo Stato, dalle sue istituzioni e dai suoi rappresentanti che devono adoperarsi per migliorare la qualità della vita.
Ciascuno di noi sicuramente si unisce agli sforzi dello Stato tesi a valorizzare il ruolo della legalità e, per rimanere in argomento, l' esigenza di migliorare le condizioni di vita delle persone e l’accessibilità del territorio, partendo dal consentire la mobilità.
Reggio Calabria, la città metropolitana, ancora una volta dovrà "combattere" e non per conquistare o acquisire diritti o risarcimenti, ma, ancora una volta, per difendere il diritto-dovere di essere una città "normale" che lotta quotidianamente per sollevarsi e dove le << oggettive difficoltà di collegamento ferroviario e aereo >> non possano sostenere e supportare volontà e motivazioni ( forse) altre.
Dunque, ad esempio, qualsiasi forma di promozione turistica della città, anche fondata sulla prossima riapertura della casa dei Bronzi ( Museo nazionale), è ridotta dall’affermazione scritta che Reggio ha << oggettive difficoltà di collegamento ferroviario e aereo>>.
Rappresentati dello Stato, signori dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità, Vi esortiamo a rimanere, a rivedere la proposizione di abbandonare Reggio, a rilanciare il ruolo della città e, per essa, della legalità.
In caso contrario, potrebbe essere promulgata una legge che trasferisca la neo città Metropolitana in altro luogo: nel quale il diritto costituzionale alla mobilità (per non andare oltre) sia effettivamente garantito.
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