martedì 27 settembre 2016

La ripresa parte dalla ristorazione: dal 2012 quasi 29mila bar e ristoranti in più. In Calabria ogni 10 ne apre uno nuovo

I dati dell’Osservatorio Confesercenti. Ristoranti e bar ‘sostituiscono’ progressivamente i negozi che chiudono (-3,5%), ma il settore è ancora difficile: un’impresa su due cessa entro i primi tre anni di vita. Confesercenti: più formazione e meno fisco per sostenere un’eccellenza italiana

lunedì 12 settembre 2016

BUONE NOTIZIE PER I GIOVANI. FINO A 50.000 A TASSO ZERO PER GLI UNDER 30

Il fondo rotativo nazionale  prevede finanziamenti a tasso zero fino a 50.000 euro (da restituire in 7 anni) per i giovani tra i 18 ed i 29 anni che vogliono mettersi in proprio o avviare un’attività imprenditoriale senza fornire garanzie personali.
Per accedere al finanziamento basta essere giovani e in cerca di occupazione!
Sono previsti finanziamenti anche se la scelta è quella di costituire una società con altri giovani, professionisti e non, con l'unica restrizione di non avere un numero di soci superiore a 9.
Con questo finanziamento si possono avviare iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come ad esempio:
·        turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi
·        servizi alla persona
·        servizi per l’ambiente
·        servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione)
·        risparmio energetico ed energie rinnovabili
·        servizi alle imprese
·        manifatturiere e artigiane
·        commercio al dettaglio e all'ingrosso
·        trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli

Chiunque fosse interessato ad avviare l'iter per aderire a questa importante opportunità di finanziamento, o volesse solo avere altre informazioni a riguardo, lo potrà fare recandosi presso gli uffici Confesercenti di Reggio Calabria in Vico Vitetta, 28/A-B o contattando la sede via mail all'indirizzo [email protected] oppure telefonando ai numeri 0965.23031 o 0965.027024 dal Lunedì al Venerdì ore 09:30-13:30 e 14:30-17:00

venerdì 9 settembre 2016

Segnali incoraggianti da turismo, in crescita occupati (+64mila su agosto 2015) e attività (+9.355)

Fiducia delle imprese turistiche tra le poche in crescita (+4 punti su luglio), attesa ‘onda lunga’ dell’estate: a settembre previsti 6,4 milioni di turisti. Ancora difficoltà per il commercio, spariti 5mila negozi

martedì 6 settembre 2016

Elementi principali della Legge di DELEGAZIONE EUROPEA

Si informa in merito all’oggetto che è stata pubblicata venerdì u.s. su GU n. 204 del 1-9-16 la Legge n. 170, in vigore a decorrere dal 16 settembre 2016 p.v., recante la Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea (c.d. “Legge di delegazione europea 2015”).

A tal proposito, occorre evidenziare che la nuova legge per l’applicazione di direttive comunitarie prevede tra l’altro alcune disposizioni concernenti deleghe all’esecutivo di interesse per i settori associati, che di seguito illustriamo in sintesi.

Ai sensi dell’art. 4 il Governo, su proposta del Ministero dell’ambiente, eserciterà entro il 15 novembre 2016 p.v. la delega per l'attuazione della Dir. UE n. 2015/720 in tema di riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, emanando un apposito Decreto legislativo con l’osservanza prioritaria dei seguenti principi e criteri direttivi specifici:

a)    garantire il medesimo livello di tutela ambientale assicurato dalle norme già adottate in materia dal legislatore nazionale, contemplando dunque il divieto di commercializzare le anzidette buste, le tipologie specifiche delle borse di plastica commercializzabili e gli spessori già stabiliti (v. precedenti note Legis);
b)    vietare la fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio;
c)     ridurre progressivamente la commercializzazione delle borse di plastica “fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili” e realizzate in toto o in parte con materia prima rinnovabile;
d)    abrogare i vigenti commi 1129, 1130 e 1131 della Legge n. 296/2006 e ss. (Finanziaria 2007) e conseguentemente l’art. 2 DL n. 2/2012 e ss. (Misure urgenti in materia ambientale) in tema di riduzione della commercializzazione di buste d’asporto non biodegradabili;
e)     prevedere una campagna di informazione tesa ad accrescere la consapevolezza dei consumatori in merito all’impatto delle borse di plastica sull'ambiente, nonché ad eliminare la convinzione che la plastica sia un materiale innocuo ed economico, favorendo così l’auspicata riduzione dell’uso di borse in tale materiale;
f)     contemplare altresì nell’abito della medesima finalità programmi educativi per l’infanzia, nonché programmi di sensibilizzazione che forniscono ai consumatori le corrette informazioni circa la proprietà e lo smaltimento delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, di quelle oxo-biodegradabili o oxo-degradabili e delle altre borse di plastica.

Inoltre a norma dell’art. 5 della legge in oggetto il Governo, su proposta del Presidente del Consiglio e dei Ministri dello sviluppo economico, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali, eserciterà entro il 16 settembre 2017, di concerto con il Ministro delle finanze e con il Ministro della giustizia previo parere  della Conferenza permanente Stato – Regioni, la delega per l'adeguamento della  legislazione nazionale al Reg. UE n. 1169/2011 (Informazioni ai consumatori sui prodotti alimentari) ed alla Dir. 2011/91/UE (Diciture o marche che permettono di  identificare la partita cui appartiene una derrata alimentare), adottando uno o più Decreti legislativi con il prioritario rispetto dei principi e criteri direttivi specifici appresso indicati:

1)    prevedere, previo perfezionamento dell’iter di notifica di cui alla vigente normativa europea, l'indicazione obbligatoria in etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione dell’alimento (o di confezionamento qualora differiscano), al fine di garantire una corretta informazione al consumatore ed un’immediata rintracciabilità del prodotto a cura degli organi di controllo a tutela della  salute, nonché contemplare eventuali fattispecie in cui possano essere indicati in via alternativa diciture, marchi o codici equivalenti che permettano comunque di  risalire all’anzidetta sede ed indirizzo (v. precedenti note Legis);
2)    adeguare il vigente sistema sanzionatorio per le violazioni  amministrative del citato Reg, UE 1169/2011 ai relativi atti di esecuzione ed alle disposizioni nazionali, individuando sanzioni proporzionali alla gravità dell’illecito ed identificando l’Autorità competente nel Dipartimento dell’ICQRF (Ispettorato Centrale di tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) presso il MIPAAF, evitando sovrapposizioni con altre Autorità e salve restando le attuali attribuzioni dell’Antitrust Garante della concorrenza e del mercato.

NB: eventuali disposizioni correttive ed integrative dei predetti Decreti legislativi potranno essere emanate dal Governo entro due anni dalla loro rispettiva entrata in vigore.

In base all’art. 11 della nuova legge il Governo stesso, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro delle finanze, eserciterà parimenti entro il 16 settembre 2017, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dello sviluppo economico acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, la delega per l'adeguamento della normativa nazionale al Reg. UE n. 751/2015 (Commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta), emanando un Decreto legislativo ad hoc con l’essenziale osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:

a)    contemplare le eventuali e necessarie modifiche ed abrogazioni della vigente legislazione italiana per i settori interessati, al fine di assicurare la corretta applicazione del medesimo Reg. 751/15 in coordinamento con le altre disposizioni in vigore;
b)    prevedere ex art. 14 stesso Reg. 751 le sanzioni amministrative proporzionali alla gravità delle violazioni, mediante l'introduzione di una disciplina omogenea rispetto al Titolo VIII (Capi V e VI) del vigente D.Lgs n. 385/1993 e ss. (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), con particolare riferimento ai limiti edittali massimi e minimi ivi fissati;
c)     stabilire l'entità delle sanzioni pecuniarie in modo tale che quella applicabile a Società o ad Enti persone giuridiche sia compresa tra un minimo di € 30.000 ed un massimo di € 5 milioni, oppure corrisponda al 10% del fatturato qualora tale importo superi detto limite max ed il fatturato sia determinabile;
d)    prevedere altresì ex art. 15 Reg. 751/15 procedure di reclamo e di risoluzione stragiudiziale delle eventuali controversie tra i beneficiari ed i prestatori dei servizi  di pagamento, avvalendosi all’occorrenza di organismi e modalità già preesistenti.

NB: anche in tal caso eventuali disposizioni correttive ed integrative dell’apposito Decreto legislativo potranno essere emanate dal Governo entro due anni dalla sua entrata in vigore.

Infine l’Art. 19 delega il Governo ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante le norme occorrenti per dare attuazione alla decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato.

a)    prevedere che sia punito chiunque promette, offre o dà, per sé o per altri, anche per interposta persona, denaro o altra utilità non dovuti a un soggetto che svolge funzioni dirigenziali o di controllo o che comunque presta attività lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive presso società o enti privati;
b)    prevedere che sia altresì punito chiunque, nell’esercizio di funzioni dirigenziali o di controllo, presso società o enti privati, sollecita o riceve, per sé o per altri, anche per interposta persona, denaro o altra utilità non dovuti, ovvero ne accetta la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio;
c)     prevedere la punibilità dell’istigazione alle condotte di cui alle lettere a) e b);
d)    prevedere che per il reato di corruzione tra privati siano applicate la pena della reclusione non inferiore nel minimo a sei mesi e non superiore nel massimo a tre anni nonché la pena accessoria dell’interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività

e)     prevedere la responsabilità delle persone giuridiche in relazione al reato di corruzione tra privati, punita con una sanzione pecuniaria non inferiore a duecento quote e non superiore a seicento quote nonché con l’applicazione delle sanzioni amministrative interdittive di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

giovedì 1 settembre 2016

Turismo in Calabria: una Regione a due velocità

Con la stagione estiva in via di chiusura si avvicina il tempo dei bilanci. Sui presunti dati positivi rilanciati da più voci in questi ultimi giorni preferiamo aspettare quelli delle statistiche ufficiali. Va comunque evidenziato che complessivamente la Calabria presenta ancora un saldo negativo, perlomeno rispetto ai tempi pre-crisi, con un netto calo delle presenze interne e un leggero aumento della quota estera.
Tuttavia, quello che appare evidente anche questa estate è la discrepanza tra le offerte del territorio e la domanda turistica in generale. La nostra regione si presenta con un andamento a due velocità dove alcune località sono in linea con gli standard richiesti dal mercato turistico e altre (la maggioranza) non attrattive e spesso carenti di alcuni servizi essenziali.
Al di là delle singole responsabilità imprenditoriali (poca professionalità, scarsa cultura dell’accoglienza, prezzi poco competitivi) sono da rilevare anche altre criticità: assenza di collegamenti efficienti, qualità del territorio e delle acqua discutibile, azioni di marketing fallimentari, basso livello di internazionalizzazione, mancanza di una programmazione efficace e la lista potrebbe continuare.
Neanche la recente riapertura post restyling del Museo Archeologico Nazionale a Reggio Calabria, che ha visto lunghe file e presenze giornaliere fino a punte di oltre 6000 ingressi, è servita da traino in termini di turisti residenti.
Un’occasione sprecata anche quest’anno quindi che, causa lo stravolgimento originato dagli scenari di guerra e la paura generale del terrorismo internazionale, aveva visto cambiare l’elenco delle mete turistiche nel mediterraneo aumentando l’interesse e gli investimenti da parte dei principali T.O. internazionali proprio per le aree del Mezzogiorno d’Italia.
Va ricordato che il turismo rappresenta, in modo diretto e indiretto, l’industria più importante del nostro Paese e in Calabria, in particolare, rappresenta il principale settore sul quale orientare le scelte strategiche a livello istituzionale e privato dove la primaria esigenza è quella di risolvere i problemi dello sviluppo locale e dell’occupazione.
La concentrazione di eccellenze in campo storico, archeologico, culturale, religioso, enogastronomico, potrebbero caratterizzare la nostra regione come una meta potenzialmente completa e competitiva ma i dati di arrivi e di presenze non corrispondono a tali potenzialità.
Questa consapevolezza richiederebbe l’obbligo di far conoscere sempre più fuori regione i nostri tesori. Una promozione studiata ed adeguata per attirare sul territorio chi in Calabria non abita. Per portarlo nelle strutture ricettive e della ristorazione locali in modo sempre più frequente e mantenerlo per il maggior tempo possibile, fidelizzandolo negli anni.
Servono, secondo il presidente Marcianò, interventi certi, robusti e tempestivi per diventare competitivi e rappresentare una destinazione più ambita a livello turistico.
Il turismo può essere davvero il volano per permettere al territorio di uscire dalla crisi ma è necessario puntare sulla qualità. Il che significa qualità degli alberghi, delle infrastrutture, delle città, dei piccoli borghi, ma anche delle persone. I flussi turistici che caratterizzano la domanda turistica di questi ultimi anni, seguono la tendenza che trova espressione in poche ed esaurienti parole: turismo di qualità a basso prezzo.
Questione importante ed evidentemente poco ascoltata è quella di far fronte alla domanda dei tour operator, agenti di viaggio ed altri soggetti che controllano i flussi turistici che chiedono sempre più una razionalizzazione dell’offerta turistica locale con il contenimento dei prezzi dei servizi, anche perché la crisi ha portato un conseguente calo del potere d’acquisto delle famiglie che sempre meno riescono a farcela con il budget disponibile.
Sul fronte dell’offerta occorre poi prendere atto che le mete della vacanza e i prodotti turistici in genere, sono sempre più sostituibili e intercambiabili. In altre parole oggi i prodotti turistici vanno concepiti, progettati, costruiti e venduti.
Solo, infatti, attraverso un’azione sinergica di posizionamento con una specifica “product idea” e puntuali azioni di marketing è possibile stimolare i flussi turistici verso tutto il territorio regionale.
Questo significa consapevolezza, conoscenza e professionalità sia a livello di impresa ma soprattutto a livello delle istituzioni di supporto.
Ci rendiamo conto che la strada da percorrere è lunga e non priva di difficoltà ma siamo convinti che il tempo delle chiacchiere sia ormai finito e superato, adesso è il momento di rimboccarsi le maniche, tutti, e darsi da fare.
Anche noi vogliamo contribuire e ci rendiamo disponibili, fin da subito, ad avviare incontri operativi con le imprese e le istituzioni più recettive e dinamiche per presentare le nostre proposte e passare dalle parole ai fatti anche perché per altro non c’è più tempo.

mercoledì 10 agosto 2016

Sprechi alimentari, approvata la legge al Senato


Con 181 sì, 2 no e 16 astenuti la lotta allo spreco, con la nuova legge – promossa dall’onorevole Maria Chiara Gadda e già approvata alla Camera il 17 marzo scorso, fa un ulteriore passo avanti.

“In Italia sono 5 milioni le tonnellate di prodotti alimentari che, ogni anno, finiscono nella spazzatura, ovvero una cifra corrispondente a 8 miliardi di euro, che è mezzo punto di PIL. Una legge contro lo spreco di cibo e che vuole incentivare le donazioni può fare dell’Italia un paese in grado di trainare gli altri nella lotta allo spreco alimentare”. La senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura a Palazzo Madama e relatrice del provvedimento, presenta così il testo, ora legge, che “vuole da una parte educare i cittadini al valore del cibo e dall’altra facilitare la donazione da parte degli operatori economici”. ”Si provvede, tra le altre cose, a rifinanziare con 2 milioni di euro per il 2016 il ‘Fondo per la distribuzione di derrate alimentari’ alle persone indigenti, istituendo un altro fondo, con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi”, spiega.
“Ripristinare un giusto equilibrio sul consumo di cibo non può avvenire secondo le regole del modello ad economia di mercato che hanno, invece, determinato disparità. Con questa legge – osserva ancora – si vuole promuovere un modello nuovo che, facendo leva anche su principi di eticità, consenta di rimettere in circolo ciò che non viene consumato. Il Terzo settore e tante associazioni sono il primo esempio di questa cultura – conclude – e compito della politica e delle istituzioni è agevolare, valorizzare e diffondere il loro lavoro”.

lunedì 8 agosto 2016

Istat: “economia frena ancora, ma meglio di ultimi mesi”

L‘indicatore composito anticipatore dell’economia italiana evidenzia un ulteriore calo, seppur di intensità più contenuta rispetto alle flessioni degli ultimi mesi”. Lo rileva l’Istat nella nota mensile, sottolineando che  la fiducia delle imprese ha segnato a luglio “un incremento, tuttavia l’indice del trend, ricalcolato sulla base degli indicatori mensili più recenti”, segnala ancora una frenata sebbene con un ritmo inferiore. ”In un contesto caratterizzato dal proseguimento della flessione del commercio internazionale e della crescita dell’economia statunitense, nel secondo trimestre l’area euro ha registrato un rallentamento dei ritmi produttivi”, premette l’Istat nella nota. Focalizzando l’attenzione sull‘Italia, l’Istituto evidenzia come le imprese manifatturiere abbiano “registrato una diminuzione dei livelli di attività, mentre l’occupazione ha continuato ad espandersi e le tendenze deflazionistiche si sono attenuate”.