mercoledì 10 agosto 2016

Sprechi alimentari, approvata la legge al Senato


Con 181 sì, 2 no e 16 astenuti la lotta allo spreco, con la nuova legge – promossa dall’onorevole Maria Chiara Gadda e già approvata alla Camera il 17 marzo scorso, fa un ulteriore passo avanti.

“In Italia sono 5 milioni le tonnellate di prodotti alimentari che, ogni anno, finiscono nella spazzatura, ovvero una cifra corrispondente a 8 miliardi di euro, che è mezzo punto di PIL. Una legge contro lo spreco di cibo e che vuole incentivare le donazioni può fare dell’Italia un paese in grado di trainare gli altri nella lotta allo spreco alimentare”. La senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura a Palazzo Madama e relatrice del provvedimento, presenta così il testo, ora legge, che “vuole da una parte educare i cittadini al valore del cibo e dall’altra facilitare la donazione da parte degli operatori economici”. ”Si provvede, tra le altre cose, a rifinanziare con 2 milioni di euro per il 2016 il ‘Fondo per la distribuzione di derrate alimentari’ alle persone indigenti, istituendo un altro fondo, con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi”, spiega.
“Ripristinare un giusto equilibrio sul consumo di cibo non può avvenire secondo le regole del modello ad economia di mercato che hanno, invece, determinato disparità. Con questa legge – osserva ancora – si vuole promuovere un modello nuovo che, facendo leva anche su principi di eticità, consenta di rimettere in circolo ciò che non viene consumato. Il Terzo settore e tante associazioni sono il primo esempio di questa cultura – conclude – e compito della politica e delle istituzioni è agevolare, valorizzare e diffondere il loro lavoro”.

lunedì 8 agosto 2016

Istat: “economia frena ancora, ma meglio di ultimi mesi”

L‘indicatore composito anticipatore dell’economia italiana evidenzia un ulteriore calo, seppur di intensità più contenuta rispetto alle flessioni degli ultimi mesi”. Lo rileva l’Istat nella nota mensile, sottolineando che  la fiducia delle imprese ha segnato a luglio “un incremento, tuttavia l’indice del trend, ricalcolato sulla base degli indicatori mensili più recenti”, segnala ancora una frenata sebbene con un ritmo inferiore. ”In un contesto caratterizzato dal proseguimento della flessione del commercio internazionale e della crescita dell’economia statunitense, nel secondo trimestre l’area euro ha registrato un rallentamento dei ritmi produttivi”, premette l’Istat nella nota. Focalizzando l’attenzione sull‘Italia, l’Istituto evidenzia come le imprese manifatturiere abbiano “registrato una diminuzione dei livelli di attività, mentre l’occupazione ha continuato ad espandersi e le tendenze deflazionistiche si sono attenuate”.

lunedì 1 agosto 2016

Estate 2016: il terrorismo non cancella le vacanze. Ad agosto ferie per 21 milioni di italiani, 6 su 10 le passeranno al mare. In Calabria un + 7%. Spesa media prevista 858 € a persona.

Il terrorismo incide sulla fiducia e sulla percezione di sicurezza degli italiani; ma non ne cancella la voglia di vivere la normalità, nemmeno per quanto riguarda le vacanze. Tanto che ad agosto saranno ben 21 milioni i nostri connazionali che si concederanno un periodo di ferie, di cui 6 su 10 sotto l’ombrellone: un numero in linea con quello registrato lo scorso anno, e che dimostra come l’effetto terrore sui consumi turistici sia per ora limitato. Solo il 4%, infatti, ha disdetto in seguito alla serie di tragici attacchi che ha colpito l’Europa a partire dalla seconda metà di luglio, mentre un ulteriore 19% ha solo cambiato destinazione o mezzo di trasporto. Prediligendo, probabilmente per ragioni di sicurezza, quello individuale: il 62% userà l’automobile almeno in una fase della vacanza. Gli automobilisti si metteranno in viaggio soprattutto in questo weekend e nel prossimo, rispettivamente bollino rosso e bollino nero per il traffico.
“Chi voleva colpire al cuore il turismo, comparto economico di primaria importanza per molti paesi europei e per l’Italia in particolare, ha fallito. Gli italiani non si sono lasciati condizionare, nonostante la comprensibile paura. Un fatto eccezionalmente positivo: il miglior modo per sconfiggere il terrore è non farsi spaventare, nonostante questo spesso sia molto difficile. Per questo è apprezzabile la scelta fatta da alcuni grandi media del nostro Paese di limitare l’esposizione degli attentatori e la diffusione dei video dell’odio, pur continuando a fare un’informazione puntuale su quanto sta avvenendo. Il rischio, infatti, è che un bombardamento mediatico eccessivo possa fare il gioco del terrore, facendo esplodere l’ansia degli italiani, comunque già in crescita in seguito agli attacchi di questo ultimo periodo”.
Gli effetti della paura – L’incidenza limitata del clima di incertezza sui consumi turistici, infatti, non vuol dire che gli italiani vadano in vacanza a cuor leggero. In questa estate 2016, infatti, si sentono in generale più preoccupati, soprattutto prima di partire. Il 50% del campione intervistato che ancora deve iniziare le ferie ammette di vivere di maggiore preoccupazione rispetto allo scorso anno, quota che cala al 33% tra coloro che invece sono già andati in vacanza. A pesare di più, però, è ancora lo strascico della crisi: tra i fattori che hanno orientato la scelta del tipo di vacanza, infatti, troviamo in testa le  disponibilità economiche, segnalato dal 47% del campione. La paura del terrorismo, invece, orienta il 7%, mentre la sicurezza ‘percepita’ della meta, è un discrimine decisivo solo per il 14% degli intervistati. Anche perché quasi un italiano su due (il 46%) è convinto che una meta sicura al 100% non esista. Ma c’è anche un 34% convinto che le località turistiche minori siano bersagli meno probabili.
Budget e durata delle vacanze – il peso dei fattori economici diventa evidente dal budget allocato per le ferie. Complessivamente, infatti, chi partirà ad agosto prevede di spendere in media 858 euro per persona.
Un dato in crescita (18 euro in più rispetto al 2015), anche se siamo lontani dai picchi del 2010 (1.022 euro).
Aumenta, però, la parte di vacanzieri che cercherà di tenersi sotto i 500 euro: nel 2016 sono il 39%, erano il 33% lo scorso anno. Gli indecisi, invece, sono il 14%. In ripresa anche la durata del periodo di ferie trascorso fuori casa: in media gli italiani si godranno 12 giorni di vacanza, uno in più dello scorso anno. Ma il 35% si terrà sotto la settimana.
Tipologia di vacanza e destinazioni - L’estate 2016 sarà all’insegna del mare, possibilmente in Italia. La voglia della classica vacanza sotto l’ombrellone, quest’anno, contagia il 62% dei viaggiatori, l’8% in più dello scorso anno. Seguono nella classifica delle preferenze le città d’arte e la montagna, entrambe scelte dal 10% degli intervistati. Meno popolari  le grandi capitali europee, che raccolgono solo l’8%, le vacanze verdi in parchi e riserve (4%), la campagna (3%), e infine terme, mete esotiche, laghi e fiumi con l’1%. Per quanto riguarda le mete, l’Italia quest’anno vince su tutte le altre destinazioni: a sceglierla sono infatti il 76% dei vacanzieri, contro un 27% che predilige l’Europa ed un 5% che si è orientato su destinazioni extraeuropee.
Chi ha scelto di restare in Italia ha le idee ben chiare: mare e nelle regioni del Sud, preferenza che vede sul podio – per la quarta estate consecutiva – la Puglia, con il 16%. Seguono Sicilia (11%) e Sardegna (10%), mentre appena fuori dal podio troviamo Emilia Romagna (9%), poi Calabria e Trentino con il 7%. Tra i paesi europei, Spagna e Grecia rimangono le mete più ambite, rispettivamente con il 23% ed il 15% delle preferenze. Segue la Croazia, con il 10%, poi – nonostante la Brexit – il Regno Unito (6%) e Portogallo (5%).
Tra i paesi extraeuropei il Nord America è la destinazione preferita con il 25% delle scelte, seguita da Sud America (14%), Africa (13%) e Paesi Asiatici (11%) al di fuori di Giappone (6%) e Cina (5%). 
Alloggio - Il 36% dei vacanzieri sceglierà l’albergo o la pensione, con i relativi servizi, per vivere le ferie in completo relax, mentre il 25% di intervistati opterà per una casa in affitto ed il 13% si recherà presso la propria casa di proprietà o presso quella di amici e parenti. Un 16% sceglierà, invece, come soluzione di pernottamento il bed & breakfast, mentre il 12% trascorrerà la vacanza presso un villaggio turistico ed un altro 10% organizzerà la villeggiatura presso un residence. L’alloggio in agriturismo sarà scelto, quest’anno, dall’8% dei vacanzieri mentre il 6% degli amanti della natura e dell’aria aperta si orienteranno sulla formula del campeggio. Solo l’1% viaggerà e pernotterà in camper o roulotte.
Comportamento degli italiani in vacanza - Che cosa caratterizzerà maggiormente le vacanze estive degli italiani? Al primo posto, il riposo ed il relax, obiettivo principale per il 29% dei vacanzieri. Ma c’è anche un 15% che considera la vacanza, invece, come un momento ottimale per conoscere altre culture e popoli, usi e costumi. A pari merito al terzo posto tra le attività più amate da praticare in villeggiatura, ci sono le passeggiate salutari all’aria aperta e salubre e la lettura/visita a musei, entrambe indicate dal 14% degli intervistati. L’11% degli italiani, inoltre, non rinuncia alla tintarella, mentre il 6% apprezzerà la buona cucina ed il buon vino concedendosi qualche prelibatezza in più ed, infine, per il 5% del campione il nuoto ed il trekking saranno tra le attività sportive più gettonate, con un altro 5% degli italiani che invece si coccolerà e non rinuncerà a trattamenti estetici e massaggi nei centri benessere. Mentre il 32% di italiani in vacanza non rinuncia ad un piatto sicuro, cucinato da sé, un altro 30%, invece, si affiderà al ristorante dell’albergo o della pensione in cui pernotterà. Il 27% dei vacanzieri sceglierà, poi, le trattorie, pizzerie o ristoranti della propria località di villeggiatura ed un 7% si rifocillerà presso bar o fast food. Un 4% sarà, infine, ospite, presso parenti o amici.

giovedì 21 luglio 2016

MODIFICHE AL T.U. MATERNITÀ/PATERNITÀ ARTT. 28, 66 E 67 IN MATERIA DI INDENNITÀ PER LAVORATRICI E LAVORATORI AUTONOMI

Con la circolare n. 128/16 l’Inps ha fornito istruzioni in merito alle novità legislative in merito al congedo parentale e le indennità spettanti per quanto riguarda i lavoratori autonomi.

1 - Indennità di paternità per lavoratori autonomi in caso di madre lavoratrice dipendente o autonoma

Per effetto della modifica degli artt. 28 e 66 del T.U. maternità/paternità, a decorrere dal 25 giugno 2015, il padre lavoratore autonomo può fruire dell’indennità di paternità.

Per padre lavoratore autonomo si intende il lavoratore appartenente ad una delle categorie di cui al capo XI del T.U. maternità/paternità (art. 66 T.U.):
  • artigiano
  • commerciante
  • coltivatore diretto, colono, mezzadro, imprenditore agricolo a titolo principale
  • pescatore autonomo della piccola pesca marittima e delle acque interne.

Il diritto all’indennità di paternità è previsto a condizione che la madre sia lavoratrice dipendente oppure lavoratrice autonoma (ossia artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, colona, mezzadra, imprenditrice agricola a titolo principale pescatrice autonoma della piccola pesca), e sorge qualora il padre rimanga l’unico genitore al verificarsi dei seguenti eventi:
  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio da parte della madre;
  • affidamento esclusivo del figlio al padre.

L’indennità di paternità è riconoscibile, in presenza dei requisiti di legge, dalla data in cui si verifica uno dei predetti eventi fino alla fine del periodo post partum che sarebbe spettato alla madre lavoratrice.

1.1 - Decorrenza dell’indennità di paternità

Posto che la riforma è entrata in vigore il 25 giugno 2015, l’indennità di paternità è riconoscibile in relazione agli eventi (morte o grave infermità della madre dipendente o autonoma, abbandono, affidamento esclusivo del figlio) che si sono verificati dal 25 giugno 2015 in poi (esempio 3).
Tuttavia, nel periodo transitorio, se l’evento si è verificato in data anteriore al 25 giugno 2015, l’indennità è riconoscibile per gli eventuali periodi dal 25 giugno in poi (esempio 4).
Se la data dell’evento (morte, grave infermità, ecc.) coincide con la data del parto quest’ultima non è indennizzata al padre, ma eventualmente alla madre avente diritto, in quanto, come detto, la data del parto è a sé stante rispetto ai 3 mesi post partum.


1.2 Requisiti e misura dell’indennità

L’indennità di paternità, per i periodi sopra specificati, è riconosciuta alle stesse condizioni e nella stessa misura prevista per l’indennità di maternità in favore delle madri lavoratrici autonome, a prescindere dalla verifica della sussistenza o meno del diritto delle stesse all’indennità di maternità.
In ogni caso, in ordine ai requisiti, occorre verificare che il padre autonomo, durante il periodo di indennità di paternità:
  • sia iscritto ad una delle Gestioni INPS per i lavoratori autonomi (Artigiani, Esercenti attività commerciali, Coltivatori diretti, dei mezzadri e dei coloni) oppure, nel caso si tratti di pescatori autonomi, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (vedi da ultimo la circolare Inps 24 del 9 febbraio 2016)

L’iscrizione, come noto, può avvenire anche in data successiva all’inizio dell’attività.
Quindi:
  • se l’iscrizione è effettuata nei termini di legge (30 giorni dall’inizio dell’attività per artigiani e commercianti e 90 giorni per gli autonomi del settore agricolo):
    • l’indennità di paternità è corrisposta dal momento in cui si è verificato l’evento che ha fatto sorgere il diritto all’indennità di paternità (morte della madre, grave infermità, ecc.), se l’attività è antecedente all’evento stesso;
    • dalla data di inizio dell’attività, se questa è iniziata dopo l’evento (morte, grave infermità, ecc..);
  •  se l’iscrizione è effettuata oltre i predetti termini di legge:
    • l’indennità spetta, eventualmente, solo per i giorni successivi alla data di iscrizione.
    • sia in regola col versamento dei contributi per il periodo indennizzabile a titolo di paternità.

1.3 - Modalità di presentazione della domanda di indennità e pagamento

L’indennità di paternità è riconosciuta a domanda dell’interessato. La prestazione è soggetta al termine prescrizionale di un anno, previsto di regola per le prestazioni previdenziali di maternità e paternità, decorrente dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile.
Il padre lavoratore autonomo presenta la domanda di indennità di paternità alla Struttura Inps di competenza in modalità cartacea; a tale fine è utilizzabile il mod. SR01 (domanda di indennità maternità/paternità), appositamente aggiornato e disponibile sul sito Inps, nella sezione modulistica.
La domanda è inoltrata all’INPS di competenza tramite Posta Elettronica Certificata (non è sufficiente una email ordinaria) o mezzo equivalente (raccomandata con ricevuta di ritorno o presentazione della domanda allo sportello).
L’Inps ha fatto presente che entro il prossimo mese di settembre sarà data comunicazione dell'avvenuto aggiornamento delle applicazioni per l'acquisizione delle domande per via telematica. Successivamente all’aggiornamento dell'applicazione, la domanda di paternità, anche per i casi in argomento, dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso i consueti canali (WEB, Contact center multicanale o Patronati).

2 - Nuovi periodi di maternità per lavoratrici autonome in caso di adozione e affidamento

Per effetto del D.lgs. 80/15, le lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, hanno diritto all’indennità di maternità per gli stessi periodi previsti per le lavoratrici dipendenti dall’art. 26 del T.U.(comma 2 dell’art. 67 T.U. riformulato).
Viene ricordato che, prima della riforma, le lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, avevano diritto all’indennità di maternità per i 3 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia, a condizione che il minore non avesse superato i 6 anni di età, oppure i 18 anni in caso di adozione internazionale. Le istruzioni erano contenute nel par. 1 della circolare n. 136/02.
Con la riformulazione del comma 2 dell’art. 67 T.U., il diritto all’indennità in caso di adozione o affidamento spetta alle lavoratrici autonome per un periodo di 5 mesi, a prescindere dall’età del minore all’atto dell’adozione o dell’affidamento, secondo le modalità già previste per le lavoratrici dipendenti (circ. Inps 16/08):
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale, l’indennità spetta per i primi 5 mesi successivi all'effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice;
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale, l’indennità può essere richiesta anche prima dell'ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all'estero per l'incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. In tale caso, l'ente autorizzato a curare la procedura di adozione è chiamato a certificare la durata del periodo di permanenza all'estero della lavoratrice. Tale certificazione va allegata alla domanda di indennità da presentare all’INPS ai fini del pagamento diretto della prestazione. L’indennità per l’eventuale periodo residuo va fruita, comunque, entro i cinque mesi successivi all'ingresso del minore in Italia.
  • nel caso di affidamento non preadottivo di minore, l’indennità può essere fruita per periodi compresi nei cinque mesi dall'affidamento, per un periodo massimo  di 3 mesi.


2.1 - Decorrenza dei nuovi periodi

La riforma in esame trova applicazione per gli ingressi in famiglia (in caso di adozione/affidamento nazionale) o in Italia (in caso di adozione internazionale) verificatisi dal 25 giugno 2015 in poi.
Nel periodo transitorio, per gli ingressi avvenuti anteriormente al 25 giugno e relativamente ai quali, sempre con riferimento a tale data, non sia decorso l’arco temporale dei cinque mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore, la lavoratrice può presentare domanda di indennità per avere il trattamento economico secondo i periodi e alle condizioni previste dalla riforma.
In particolare, entro il predetto limite di 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia:
  • la lavoratrice che, in base alla precedente disciplina, aveva chiesto 3 mesi di indennità, può chiedere il trattamento economico anche per gli ulteriori 2 mesi, a prescindere dall’età del minore;
  • la lavoratrice che, in ragione del superamento dei limiti di età del minore previsti dalla precedente normativa (6 anni), non aveva fruito dell’indennità, potrà richiedere l’indennità in questione per i periodi previsti dalla riforma.

Viene precisato che la nuova disciplina non può trovare applicazione per gli ingressi in famiglia o in Italia antecedenti al 25 giugno 2015 e per i quali, a tale data, risulta decorso l’arco temporale di 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore. Tali eventi, pertanto, rimangono disciplinati sulla base della disciplina previgente alla riforma, anche se la domanda di indennità è stata presentata in data successiva al 25 giugno 2015.


2.2 - Indennità di paternità per lavoratori autonomi adottivi o affidatari

Anche nel caso di adozione e affidamento, nei predetti limiti previsti per le lavoratrici autonome, i padri lavoratori autonomi possono beneficiare dell’indennità giornaliera di cui all’art. 66 T.U., per i periodi non fruiti dalla madre lavoratrice (dipendente o autonoma), in caso di morte o grave infermità della stessa, di abbandono del minore o di affidamento esclusivo del bambino al padre. Non è prevista invece la possibilità di rinuncia all’indennità da parte della madre, lavoratrice dipendente o autonoma, a favore del padre autonomo.

2.3 Modalità di presentazione della domanda di indennità e pagamento

L’Inps ha comunicato che le applicazioni per l'acquisizione delle domande per via telematica sono state aggiornate per consentire l’acquisizione:
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale di un periodo fino a 5 mesi, a prescindere dall’età del minore;
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale, l’inserimento di periodi precedenti l'ingresso del minore in Italia.

Pertanto, a partire dalla data di pubblicazione della presente circolare, la domanda di maternità dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso i consueti canali (WEB, Contact center multicanale o Patronati).


3 - Congedo di paternità per lavoratori dipendenti in caso di madre lavoratrice autonoma

Con l’aggiunta del comma 1 bis all’art. 28 T.U. il legislatore ha previsto che, nei casi indicati dall’art. 28 comma 1 (morte o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo del figlio), il padre lavoratore dipendente possa fruire del congedo di paternità anche in caso di madre lavoratrice autonoma.


4 - Riepilogo della documentazione da produrre in caso di domanda di indennità di paternità

In merito alle modalità di attestazione delle situazioni che danno diritto all’indennità di paternità l’Inps ha riepilogato le istruzioni già contenute nel msg. n. 8774/07 e nella circ. n. 47/12. Tali indicazioni trovano applicazione per tutti i padri lavoratori richiedenti l’indennità di paternità:
  • in caso di morte della madre, il padre richiedente, all’atto della compilazione della domanda, indica gli estremi della madre e la data del decesso (viene ricordato che non deve essere richiesto né acquisito, il certificato di morte);
  • in caso di grave infermità della madre, in mancanza di specifiche indicazioni da parte del legislatore, si confermano le istruzioni fornite col citato messaggio: il padre produce all’INPS specifica certificazione medica che dovrà essere trasmessa ed esaminata dal medico della Struttura INPS competente, il quale dovrà valutare la compatibilità dell’infermità in rapporto all’assolvimento dei compiti di cura ed assistenza del neonato. Si fa presente che, nella fattispecie, i certificati medici rientrano tra i documenti che non sono suscettibili di autocertificazione (art. 49, DPR. 445/2000);
  • in caso di abbandono del figlio non riconosciuto dalla madre, il padre rende dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 del DPR. 445/2000. Tale dichiarazione va allegata alla domanda telematica;
  • in caso di abbandono del figlio riconosciuto dalla madre, occorre acquisire copia del provvedimento con il quale il giudice si è pronunciato in merito alla decadenza della potestà dell’altro genitore, ai sensi degli artt. 330 e 333 Cod. Civ. A tale fine il padre comunica gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria. Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario (circ. 47/2012, par. 2). Qualora alla data della domanda il provvedimento non sia stato ancora emesso, il padre presenta copia dell’istanza diretta ad ottenere il provvedimento stesso;
  • in caso di affidamento esclusivo del figlio, ai sensi dell’art. 155 bis del Cod.Civ., il padre affidatario comunica gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria. Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario (circ. 47/2012, par. 2).

Fondo di garanzia ASSOVIAGGI


Un'ottima opportunità agli operatori del settore turistico arriva da ASSOVIAGGI-CONFESERCENTI


Bandi regionali per l'accesso al credito

E' imminente da parte della Regione Calabria l'avvio di cinque nuovi bandi con una dotazione complessiva di trenta milioni di euro.

Le procedure riguarderanno:
  • Bando Horizon 2020: per il sostegno nella partecipazione delle PMI alle call del Programma Europeo Horizon 2020 e orientato alla qualificazione delle risorse umane, alla ricerca di partner aziendali, all'acquisizione di assistenza specialistica e alla elaborazione di studi e analisi;
  • Bando ICT: per il sostegno all'adozione di tecnologie informatiche nelle PMI, con l'obiettivo di favorire l'innovazione nei processi produttivi e nell'offerta di servizi;
  • Bando Internazionalizzazione: per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle PMI, con l'intento di incrementare la quota di export dei prodotti e dei servizi calabresi e di favorire l'apertura del sistema produttivo regionale;
  • Bando Macchinari e Impianti: per il sostegno alla riorganizzazione e alla ristrutturazione aziendale e favorire i processi di rafforzamento imprenditoriale, l'introduzione di innovazioni, l'efficienza e il risparmio energetico, l'incremento dei livelli occupazionali e della competitività;
  • Bando Progetti R&S: per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo, con l'obiettivo di incentivare la spesa in ricerca delle imprese e lo sviluppo di soluzioni innovative nei settori della S3 calabrese.
A breve Confesercenti, grazie ai suoi partner, sarà in grado di comunicarvi maggiori dettagli riguardo i bandi appena descritti.