mercoledì 30 novembre 2016

ESEMPIO di modello, da dotare di DATA CERTA, per passaggio di denari tra familiari


SCRITTURA PRIVATA DI DONAZIONE DI SOMMA TRA FAMILIARI

Con la presente scrittura privata, redatta in duplice originale, tra

il/la signor/a ___________________________________________ nato/a a _______________________________ (____) il _______________ e residente in ____________________________ in via _______________________ n. ______, codice fiscale _______________________________ (donante);

e

il/la signor/a ___________________________________________ nato/a a _______________________________ (____) il _______________ e residente in ____________________________ in via _______________________ n. ______, codice fiscale _______________________________ (donatario),

premesso che tra il donante ed il donatario intercorre il seguente rapporto di parentela: ____________________________

si conviene e stipula quanto segue:

Art. 1. OGGETTO

1.1. Il donante dà al donatario, che accetta con animo grato, la somma di euro __________________ (in lettere _____________________) che versa a mezzo assegno bancario n. _________________________ tratto sulla Banca ____________________________________________ Filiale ______________________________________ o tramite bonifico bancario con versamento dal conto n. _________________________ (Banca _____________________________ di titolarità di ___________________________________ in favore del conto n. __________________________ (Banca _______________________________ di titolarità di _____________________________________ . Detto bonifico avviene (o avverrà) in data ____________________ (o all’atto della redazione della presente scrittura).

Art. 2. GRATUITÀ
2.1. Il donante dichiara che tale somma viene versata a mero scopo di liberalità e senza quindi obblighi di restituzione. Il donatario accetta la liberalità.

Art. 3. SCOPO
3.1. La somma oggetto del presente contratto di donazione è consegnata al donatario affinché questi possa disporne nel seguente modo (indicare eventuali beni da acquistare o necessità di spese imminenti, di far fronte a debiti, ecc.).

Luogo e data
Donante                                                                   Donatario

Un bonifico di un familiare ad un imprenditore o libero professionista, potrebbe portare ad accertamenti nonchè al BLOCCO DEI C/C


Ulteriormente attenti, adesso, a motivare ogni singolo trasferimento di denaro dal vostro conto corrente personale, anche in favore di familiari e parenti: bonifici movimentazioni bancarie sospette potrebbero infatti far scattare la presunzione che si tratti di operazioni volte a sottrarre il denaro al fisco. Insomma, la cara e vecchia evasione fiscale. Legittimo, allora, in questo caso, il sequestro del conto e, quindi, il blocco di ogni operazione. A ricordarlo, ancora una volta, è la Cassazione con una sentenza di freschissima pubblicazione [Cass. sent. n. 25451/2016 del 20.06.16]. Secondo la corte, le movimentazioni bancarie, fra cui le cessioni ai familiari, se non giustificate da documentazione o da valide ragioni, legittimano il sequestro sui beni del presunto evasore fiscale.



Il punto è che la legge sacrifica la libertà dei correntisti all’interesse generale dell’ordinamento rivolto al contrasto al “nero” e all’evasione. Ecco allora la necessità che ogni contribuente, nel momento in cui trasferisce a un altro soggetto i propri averi, lo faccia in base a una valida causale e/o, prima di qualsiasi bonifico (specie se di rilevante importo) si tuteli con la relativa documentazione fiscale o con una scrittura di “data certa”, che motivi le ragioni del passaggio del denaro da un conto a un altro.



In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la normativa  prevede una presunzione in base alla quale sia i prelevamenti che i versamenti operati su conti correnti bancari dai relativi titolari si considerano automaticamente ricavi (e, come tali, soggetti a tassazione). Spetta al contribuente dimostrare il contrario (ossia che si tratta, invece, di redditi esenti dalle tasse): dimostrazione che, comunque, può essere fornita con ogni mezzo di prova, anche attraverso presunzioni semplici.



Il giudice dovrà analizzare attentamente le prove fornite dal titolare del conto e verificare ogni altro indizio (purché grave, preciso e concordante) relativo alla movimentazione del conto corrente bancario oggetto dell’accertamento, anche alla luce dell’ammontare delle somme movimentate.



Ma non solo. Per la Cassazione, tale principio è applicabile a qualunque contribuente che svolga attività imprenditoriale, quale che ne sia la forma giuridica, sia esso una società oppure, come nel caso in esame, una persona fisica.



E infatti, conclude la Cassazione, le presunzioni legali previste dalle norme tributarie, pur non potendo costituire di per sé fonte di prova dei reati fiscali, hanno un valore indiziario sufficiente per far scattare l’applicazione del sequestro. Questo significa, in termini molto spiccioli, che o il contribuente si sa difendere in anticipo e, già prima dell’operazione bancaria crea e si prepara tutta la documentazione da esibire – in un futuro non troppo imminente (stanti i tempi degli accertamenti) – all’Agenzia delle Entrate, oppure, a distanza di diversi anni, la sua difesa potrebbe diventare impossibile anche per il migliore dei professionisti e dovrà soccombere alla richiesta di pagamento di ulteriori tasse. Ricordiamo infatti che nel processo tributario – quello cioè che vede come controparte il fisco – non sono ammesse prove testimoniali, ma solo quelle documentali. Dunque il ricorrente può dimostrare i fatti a sé favorevoli solo attraverso scritti e non per altri modi. Scritti che, per forza di cose, si dovrà procurare in anticipo e con data certa, non potendo certo crearli al momento del giudizio e poi retrodatarli. Ecco perché è sempre bene documentare e motivare, anche con apposite scritture private, ogni bonifico o movimentazione bancaria, sebbene avvenuta tra familiari.

martedì 29 novembre 2016

Agenti di commercio, Antonino Marcianò nuovo presidente di FIARC


Antonino Marcianò, membro del Consiglio di Amministrazione di Enasarco e Presidente di Confesercenti Calabria, è stato eletto, a Roma, nuovo Presidente di FIARC, la Federazione italiana degli Agenti e Rappresentanti di Commercio aderente a Confesercenti.
“Sono onorato della fiducia riposta in me dagli agenti”, dichiara Marcianò. “Il mio mandato continuerà nel percorso seguito fino ad ora dalla Federazione, con ancora maggiore attenzione alle necessità degli agenti. A partire dalla Fondazione Enasarco. FIARC si appresta infatti a riscrivere una sua autonoma proposta politico-sindacale che, partendo proprio dalla nostra capacità di interpretare in modo moderno i bisogni e le aspettative di una categoria in grande cambiamento, deve essere capace di disegnare un nuovo possibile futuro per la Fondazione. Un futuro che garantisca e implementi assistenza e previdenza”.
Questo il principale motivo che ha poi spinto, il neo eletto Presidente, ad aggiungere: “rinnoveremo il patto e l'alleanza con le altre principali sigle, non solo per la gestione della Fondazione, ma anche per disegnare paritariamente un nuovo progetto, che preveda: una sempre maggiore trasparenza, una forte proposta di governo per un cambiamento radicale, una governance condivisa e partecipata, una riforma dello statuto e del regolamento elettorale al fine di ridisegnare un ruolo più attivo e di controllo dell'assemblea dei delegati”.
I primi obiettivi sono ben chiari al Presidente FIARC: “Dare più attenzione alla professionalità degli agenti, ma anche salvaguardare la Fondazione Enasarco per garantire il giusto riconoscimento dei versamenti contributivi, in modo che dalla Fondazione arrivi più welfare. Come pacchetti di assistenza a disposizione degli agenti più giovani e delle donne che pagano di più lo stato anagrafico: se una agente perde il lavoro difficilmente riesce a trovarne un altro. In più i contratti collettivi, al momento, non prevedono l'assistenza integrativa per il periodo successivo alla maternità”.
Un occhio vigile seguirà anche i prossimi passi del Governo, dal quale il neo eletto vorrebbe fossero riservati maggiori sgravi per i costi sostenuti. Aggiungendo: “oggi per la macchina la spesa detraibile arriva al massimo a 25 mila euro e per la benzina la detrazione è solo dell'80%. Non basta. Serve di più. Avevamo chiesto di essere parificati agli autotrasportatori ma non siamo stati ascoltati. Per questo motivo serve una maggiore unità delle sigle che rappresentano tutti gli agenti di commercio”.
“Enasarco, conclude Marcianò, grazie all'elezione diretta del presidente oggi non è più un carrozzone, c'è più trasparenza, anche per il fatto che il Ministero dell'Economia non ha ruoli gestionali ma solo di controllo. Vorremmo che non fosse più percepito come un ente che da le case, ma come quello che gestisce risorse per finanziare assistenza a chi lavora e pensioni eque e sostenibili a chi si ritira”.
Saranno dunque questi i temi principali su cui il Presidente Marcianò manterrà alta l’attenzione, fissando così, allo stesso tempo, gli obiettivi che dovranno orientare gli atteggiamenti politico-sindacali anche degli organismi dirigenti della Fondazione verso i quali il neo eletto Presidente non tralascerà un’attenta osservazione interna.

sabato 19 novembre 2016

L'indennizzo commercianti che chiudono entro dicembre 2016, domande entro fine gennaio 2017: requisiti e caratteristiche del sussidio, pari alla pensione minima.

Ultime settimane per utilizzare l’indennizzo di chiusura attività: il trattamento è disponibile fino al 31 dicembre 2016. Si tratta di un sussidio per i commercianti che chiudono in presenza di determinati requisiti, fino alla maturazione della pensione di vecchiaia. Il riferimento normativo è il Dlgs 207/1996 e, in mancanza di eventuali proroghe, non sarà più utilizzabile l’anno prossimo.

L’indennizzo è pari al trattamento di pensione minima (circa 500 euro al mese) ed è destinato a chi esercita un’attività commerciale in qualità di titolare o coauditore in sede fissa o ambulante anche nei settori bar e ristorazione, e agli agenti e rappresentanti di commercio.

requisiti: almeno 62 anni di età (57 nel caso delle donne), iscrizione alla gestione INPS degli esercenti attività commerciali da almeno cinque anni. Bisogna aver definitivamente cessato l’attività commerciale e aver effettuato tutti i passaggi burocratici: cancellazione dal registro imprese e dal registri esercenti della Camera di Commercio o dal ruolo provinciale istituito presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura per gli agenti e rappresentanti di commercio.
Il sussidio viene versato dall’INPS fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia oppure, nel caso in cui il lavoratore sia rientrato in una salvaguardia esodati, fino alla decorrenza del relativo trattamento.
L’indennizzo commercianti è incompatibile con attività di lavoro autonomo o subordinato: nel caso in cui questo avvenga, il titolare del trattamento deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’inizio del lavoro e l’indennizzo verrà sospeso.
Attenzione: per i commercianti che chiudono l’attività entro fine dicembre, la domanda può essere presentata all’INPS fino al 31 gennaio 2017. Questo, sempre che nel frattempo non intervenga un nuovo provvedimento di proroga.

martedì 15 novembre 2016

Prezzi: uscita da deflazione è ancora miraggio, nel 2016 l’inflazione chiuderà a -0,1%

L’analisi dell’Ufficio Economico Confesercenti: Pesa calo energetici, ma la domanda è in stallo. Crescono solo i servizi pubblici locali, Tari in primis. C’è “forbice” preoccupante tra la dinamica dei prezzi italiana e quella europea, gap di 4-6 punti percentuali.